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INFORM - N. 32 - 13 febbraio 2001

Il Formez per il nuovo welfare locale

ROMA - Il 24 gennaio scorso si è tenuto a Roma, presso la residenza di Ripetta, il primo convegno nazionale relativo alla nuova legge 328/2000 organizzato dal FORMEZ - Centro di Formazione e Studi, dal titolo "La legge di riforma dell'assistenza e i nuovi modelli di competenze richiesti nelle amministrazioni locali". La giornata si è articolata in due sessioni, la prima delle quali ha riguardato la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e le tendenze evolutive del welfare locale in Italia, mentre la seconda si è soffermata sui modelli di competenze richiesti per l'attuazione della riforma dell'assistenza, nel quadro dei processi di devoluzione delle competenze delle amministrazioni regionali e locali.

Dopo l'introduzione ai lavori di Guido Bolaffi, Capo del Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha tenuto la propria relazione A. Rinaldi, consulente del Dipartimento, il quale ha tracciato alcune linee guida della riforma con particolare attenzione al sistema di nuovi bisogni che il welfare locale deve affrontare, nonché le aspettative legate al primo impatto della riforma sul territorio. A seguire, poi, si sono avuti una serie di interventi aperti da A. De Poli, della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome e chiusi da Lea Battistoni, del Dipartimento Affari Sociali, che ha riferito sull'impegno del Dipartimento a supporto delle amministrazioni regionali e locali per la programmazione 2000-2006 delle politiche sociali.

Prima della conclusione dell'On. Signorino, si è avuto l'intervento di V. Spagnuolo del Formez, che ha parlato dei fabbisogni formativi correlati ad alcune importanti innovazioni introdotte nel sistema di welfare italiano dalla Riforma e dalle altre leggi di settore con particolare attenzione al progetto Princess.

La tavola rotonda organizzata nella sessione pomeridiana e presieduta dal Prof. Ferrara dell'Università di Pavia, è stata aperta da Presidente del Formez, C.Flamment, che nel suo intervento oltre a mostrare grande soddisfazione per l'approvazione della legge 328, nel contempo si è interrogato sui tempi della sua effettiva attuazione. Oltretutto, ha evidenziato come questa legge si inserisca nel processo di decentramento delle funzioni agli enti locali che in questo modo hanno nuove responsabilità (a questo proposito ha richiamato la riforma Bassanini). In questo senso gli enti devono essere capaci di relazionarsi con il privato sociale ed il terzo settore, soprattutto i Comuni che da questa legge sono stati posti al centro del sistema integrato di intervento nella sua complessità. E' stata comunque sottolineata anche la rilevanza del ruolo delle regioni e delle province.

Il Prof. Ascoli, dell'università di Ancona ha affermato come la 328 "completa il pacchetto dei diritti alla cittadinanza". Con questa legge, infatti, si supera la cultura del semplice contenimento del disagio e si ha un approccio universalistico al diritto all'assistenza. In questo sistema non deve esserci più una delega tra stato e terzo settore ma lo stato deve rafforzare la capacità del privato sociale (ciò che gli inglesi chiamano empowerment). Per questo l'integrazione va intesa come un sistema dove l'assistenza deve sapersi collegare con il mondo del lavoro, la sanità ecc. in un sistema complesso di welfare nel quale i Comuni sono i protagonisti. A questo proposito è opportuno che vi sia un associazionismo tra i comuni combattendo la cosiddetta municipalizzazione che è uguale ad isolamento. Relativamente alle procedure sull'affidamento dei servizi, il prof. Ascoli, ha sottolineato che nel futuro non si dovrà più puntare sull'appalto al ribasso ma bisognerà riconoscere le capacità progettuali attraverso il cosiddetto appalto - concorso.

Dopo gli interventi di N. Novi Cappellini, Assessore Politiche Sociali della Regione Liguria, V. Fontana, Presidente della Provincia di Agrigento e A. Poli Bortone, sindaco di Lecce che hanno portato come contributo alcune esperienze relative alla propria regione, ha concluso il convegno la Ministra per gli Affari Sociali, Livia Turco per la quale è necessario innanzitutto assumere un atteggiamento positivo rispetto all'imminente applicazione della 328. Inoltre, per la ministra, una peculiarità di questa legge è il fatto di essere nata sotto la spinta delle associazioni, dei sindacati, del terzo settore e di essere il frutto di una concertazione tra maggioranza ed opposizione. Le maggiori difficoltà relative alla sua applicazione vanno individuate nel fatto che si tratta di un nuovo approccio culturale che vede il passaggio dall'assistenza ad un sistema diffuso di welfare. Gli obiettivi della legge potranno realizzarsi mettendo in pratica questi quattro principi: integrazione, programmazione, cooperazione, concertazione. E' chiaro quindi che una corretta attuazione della legge necessita di grossi investimenti ed è per questo che si richiede allo Stato maggiore certezza circa l'indirizzo delle risorse e il monitoraggio e il coordinamento dei progetti. Ciò serve per superare la disomogeneità degli interventi locali che sino ad oggi hanno caratterizzato l'assistenza nel nostro Paese.

Per ciò che riguarda la questione delle risorse, la Turco ha voluto ricordare che il fondo per le politiche sociali è un fondo strutturale (perché inserito nella tabella C della finanziaria che dovrà essere prevista da ogni Governo). Peraltro le risorse verranno stanziate attraverso il cofinanziamento nel senso che lo Stato dovrà finanziare gli enti locali che sino ad oggi si erano fatti carico di questo settore. Il fondo prevede, quindi, un meccanismo di finanziamento plurimo (Stato, Regioni ed enti locali) del quale possono far parte anche finanziamenti da parte delle banche o del FSE - Fondo Sociale Europeo. (Oliviero Forti - Inform)


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