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INFORM - N. 31 - 12 febbraio 2001

A Caracas la Regione Veneto continua la sua politica di consolidamento dei rapporti con le comunità all'estero

VENETO - Il Veneto torna nelle Americhe, ma non si tratta di una ripresa del grande esodo che portò gli immigrati veneti in quelle terre, bensì della Conferenza d'area dei Veneti del Centro e Sud America, che si tiene a Caracas, capitale del Venezuela, dal 14 al 16 febbraio, secondo appuntamento di questo genere programmato nel continente americano dopo quello svoltosi a Florianopolis, in Brasile, nel 1997.

La Regione ha potuto verificare l'efficacia delle Conferenze d'area, che consentono al "sistema veneto" si presentarsi e confrontarsi con le realtà nelle quali la presenza di comunità venete è più consistente. Dopo Florianopolis, Melbourne e Lussemburgo, i rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo ed economico e delle associazioni, tornano ad attraversare l'oceano, dove ad attenderli non sono solo i corregionali che da anni vivono nei Paesi centro-meridionali del continente, ma anche esponenti del governo venezuelano e dell'imprenditoria sudamericana.

L'organizzazione della Conferenza è stata curata dalla Federazione delle Associazioni venete in Venezuela e dalla "Bellunesi nel Mondo", con il coordinamento del Servizio regionale per i Veneti nel Mondo, il cui responsabile, Egidio Pistore, si è recato a Caracas nel novembre scorso per preparare l'evento. "Ho potuto constatare, nei contatti avuti con le autorità locali, con i responsabile delle rappresentanze diplomatiche italiane e con i nostri corregionali - spiega Pistore - un grande interesse ed entusiasmo per questo appuntamento, che dovrebbe produrre risultati anche in campo economico, favorendo l'avvio di nuovi e più proficui rapporti e scambi tra il Veneto e il Venezuela.

"L'obiettivo che ci poniamo con questa Conferenza - rileva l'Assessore ai Veneti nel Mondo Zanon, che si è riservato il compito di trarre le conclusioni - è di consolidare ulteriormente i rapporti tra il Veneto e le nostre comunità all'estero, al fine di individuare percorsi operativi comuni e condivisi. Gli interventi della Regione, se attuati senza la partecipazione convinta dei soggetti che dovranno poi beneficiarne, potrebbero risultare sterili e fini a sé stessi. Io intendo invece rendere sistematico il confronto, il dialogo e la cooperazione con i Veneti nel mondo, confermando il metodo intrapreso in occasione del recente meeting di Abano dei nostri giovani oriundi. Ed è soprattutto su di loro che dovremo investire, non solo per garantire nuove energie alle associazioni, ma anche per sviluppare, loro tramite, quegli scambi tra la nostra regione e i molti paesi del mondo nei quali vivono". (Inform)


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