* INFORM *

INFORM - N. 31 - 12 febbraio 2001

Giancarlo Gallani (Notiziario degli Italiani in Francia): Lettera aperta a luigi e a tutti gli italiani e i politici contrari al voto all'estero

Caro Luigi,

grazie per la tua lettera. Rispondiamo alle tue critiche vaghe, superficiali ed ingiustificate. Scriviamo a te ma ci rivolgiamo, nello stesso tempo, anche a tutti gli italiani ed ai politici che sono contrari al voto di noi italiani residenti all’estero. Per prima cosa desideriamo affermare che, non rendersi conto, non capire, che la nostra battaglia è giusta e legittima, è assolutamente ingiusto ed antidemocratico, creare ostacolarci alla nostra azione è criminale, come dimostreremo. Gli argomenti che da anni ascoltiamo, con sorpresa e con rabbia in generale, sono sempre gli stessi, assurdi ed inconsistenti. Secondo voi noi, per votare, dovremmo pagare le tasse in Italia, poi non siamo informati sulla realtà politica italiana.

Dovresti sapere che gli italiani residenti all’estero, le tasse, le pagano non solo nel paese dove lavorano ma anche in Italia, se hanno beni immobili. Se in Italia potesse votare unicamente chi paga le tasse e chi è realmente informato di politica, voterebbero in pochi, anzi pochissimi. Pochi di voi, sembra sappiano che il diritto di votare noi lo abbiamo sempre avuto ma che, per esercitarlo, dovevamo venire espressamente in Italia. Tale realtà in pratica ci escludeva dall’esercizio di quello che è sempre stato e che resta un "diritto dovere inalienabile". Il non avere corretto rapidamente questa realtà è una colpa grave nei confronti, non solo della democrazia ma di tutto il popolo italiano. I tre ingiusti articoli della Costituzione sono stati recentemente modificati. Ora basterebbe l’approvazione di una legge che, molto probabilmente, non passerà.

In occasione della Prima Conferenza degli italiani nel Mondo, tenutasi a Roma nel dicembre del 2000, sembrava, attraverso le parole e gli impegni di tutti, comprese quelle del Presidente della Repubblica, che la soluzione fosse ormai prossima, certa, sicura. Da anni noi da Parigi cerchiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana. Siamo convinti che l’aiuto, la comprensione e l’appoggio del popolo italiano potranno costringere, gli "uomini del palazzo", ad agire in maniera più saggia e più ragionevole. Oggi, per te e per tutti coloro che sembra non si rendano conto, o non capiscano, l’importanza della nostra azione, crediamo che sia utile precisarvi i motivi che ci spingono a sviluppare un’azione politica capillare ed a vasto raggio. I nostri messaggi sono tanti piccoli chicchi di grano; se cadono sul suolo fertile daranno una spiga, se cadono su terreni aridi, non ci sarà frutto. Per questo motivo, ci siamo resi conto che non basta "seminare" ma si deve anche "annaffiare".

Questa lettera, e le altre che scriviamo regolarmente, rappresentano o vorrebbero rappresentare, un aiuto per tutti coloro che non capiscono o che fanno finta di non capire. Per chi ci critica senza peraltro mai sviluppare nessun argomento convincente o utile, nessun’idea solida seria o concreta. Fino ad oggi abbiamo ascoltato affermazioni superficiali, ridicole ed inconsistenti. Noi non abbandoneremo la lotta, la vittoria ci aspetta, la storia ci darà ragione! Siamo, infatti, certi del nostro diritto e anche di agire nella legalità repubblicana. Ci battiamo per dei principi che tutte le persone intelligenti dovrebbero condividere; indipendentemente dalle loro idee o convinzioni politiche. Nessuno, fino ad oggi, dico bene nessuno, è stato capace di fare sorgere i noi il benché minimo dubbio sul fatto che la nostra è una battaglia giusta, giustificata, e politicamente di grande importanza per il futuro della democrazia italiana. Tra i molti problemi che l'Italia deve affrontare quello del voto, a noi della diaspora, è uno dei più vecchi e certamente dei più importanti.

Da più di mezzo secolo quest’ingiustizia dura tra l’indifferenza quasi generale. Noi siamo convinti che il futuro di pace, di progresso e di giustizia, in Italia, è e sarà condizionato anche dalla soluzione di questo problema. Quattro milioni di cittadini italiani residenti all’estero sono stati, per più di cinquanta anni, umiliati ed offesi in maniera assurda ed ignobile. Il voto è un diritto dovere inalienabile, in un paese realmente democratico, noi lo rivendichiamo a voce altra, forte e per quanto possibile serena. Noi, per ottenerlo, non metteremo bombe, non uccideremo nessuno, ma che ci si lasci almeno il diritto, anzi il dovere, di fare circolare liberamente e senza censure la nostra voce di protesta. Molti, soprattutto tra gli uomini politici ed i giornalisti, non hanno ancora capito l’importanza di correggere subito, e senza ulteriori indugi, questa grave ed ingiusta discriminazione. Un governo che continuasse a commettere gli errori del passato sarà responsabile, di fronte alla storia, delle tragedie che si annunciano. Le guerre, le rivoluzioni e le crisi sono il risultato, sia di cattiva informazione, sia di mancanza di responsabilità politica generalizzata, dal più alto al più basso livello. Non passa giorno che la cronaca non offra, in Italia, spettacolo di disastri, d’omicidi, di suicidi, di rapine, di attentati, di furti, di droga, di prostituzione, di brigate rosse, di varie mafie, di tangentopoli anche a livelli istituzionali, eccetera. Domani tutti noi postremo essere vittime di questa violenza che ormai ha superato ogni limite di tollerabilità. Ogni cittadino ha uno stretto dovere morale nei confronti di se stesso, della propria famiglia e anche della Patria. Nessuno, per ora, vi chiede di scendere in piazza per difendere la democrazia. La storia è vero, soprattutto in Italia, è sempre stata fatta da un pugno d’indomiti coraggiosi che agì tra l'indifferenza generale. Per questa ragione l'Italia è stata l'ultimo Stato europeo a formarsi, grazia anche ai Savoia; anzi il penultimo, l'ultimo sarà l'Irlanda.

Noi del "Notiziario", abbiamo scelto, volontariamente e gratuitamente, un compito importante quello d'informare, commentare e criticare. Tu, e gli altri, dovreste assumere quello di leggere, di riflettere e d’essere pronti ad aiutare il vostro paese, quando il momento arriverà. La nostra memoria non è corta, come tu affermi, ma è la battaglia che è lunga. Cancella i nostri messaggi e resta in pace con te stesso, se ci riesci, e con la tua coscienza di cittadino e d’uomo. Attenzione, tu e gli altri "alla finestra", potreste essere complici di un nuovo "olocausto". Questa volta non saranno gli "ebrei" a pagare gli errori, l'imbecillità e l'indifferenza generale ma anche i "cristiani" e per cristiano, intendo dire tutti gli "altri", coloro che vanno in chiesa e quelli che restano a casa. Chi, come noi, è stato testimone delle stragi dell'ultimo conflitto sa perfettamente che, quando l’orrore si scatena, anche gli innocenti pagano, perdendo vita e beni. L’Italia è in pericolo, oggi, apprendiamo che anche Pannella lo pensa. V’invitiamo dunque a leggerci attentamente ed a prepararvi al peggio. Dovremo affrontare tristi e spiacevoli realtà che unicamente i ciechi, e gli imbecilli, non vedono ancora.

Potrete anche non approvarci o disapprovarci, condividere o rifiutare la logica delle nostre idee, i nostri argomenti ed i ragionamenti, questo è il vantaggio della democrazia, ma non potrete poi, affermare: "Io, non sapevo!" Per consentire alla democrazia di sopravvivere è indispensabile che tutti diano un loro contributo e che assumano le loro responsabilità. Noi abbiamo scelta quella di scrivere, d’informare e di sostenere una verità che dovrebbe essere condivisa da tutti gli uomini di buona volontà. A voi quello di riflettere, di fare un raffronto tra le vostre idee e quelle che noi vi proponiamo. Il destino dell'Italia è nelle nostre mani e nelle scelte politiche che, come sempre, sono determinate dall’informazione, non, ovviamente, quella ufficiale, ed anche dal vostro modo di riflettere, di pensare e, quando sarà necessario, anche di agire. Viva l’Italia! - (Giancarlo Gallani*) fratelliditalia@wanadoo.fr

* Direttore del "Notiziario degli Italiani in Francia, Parigi


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