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INFORM - N. 31 - 12 febbraio 2001

La Commissione Cultura della Camera approva in sede legislativa la riforma della legge sull'editoria. Il disegno di legge passa al Senato

Previsto il raddoppio dei contributi alla stampa italiana all'estero

ROMA - La Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nella seduta del 7 febbraio scorso, ha approvato, in sede legislativa, il disegno di legge recante "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali. Modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416". Il disegno di legge sarà ora trasmesso al Senato dove dovrà essere discusso e approvato definitivamente - così si spera - prima della fine della legislatura.

Per quanto riguarda la stampa italiana all'estero, è previsto il raddoppio dei contributi di cui all'articolo 26, primo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, che passano da due a quattro miliardi complessivi annui. Inoltre, con riferimento agli interventi per lo sviluppo del settore editoriale, è da rilevare che "i contributi in conto interessi possono essere concessi anche alle imprese editrici dei giornali italiani all'estero di cui all'articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, per progetti realizzati con il finanziamento di soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria aventi sede in uno Stato appartenente all'Unione europea".

Innovativo, nel disegno di legge, è il concetto di "prodotto editoriale" che viene definito "il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici". Il riconoscimento attribuito per la prima volta all'editoria elettronica, ha come conseguenza, che "ai fini dell'attribuzione delle provvidenze per l'editoria, ed in particolare con riferimento alle provvidenze previste dalla legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, il criterio della tiratura è sostituito da quello della diffusione".

Vengono confermati i contributi ai quotidiani italiani teletrasmessi in Paesi che non fanno parte dell'Unione Europea, ai quali è concesso un contributo pari al 50 per cento dei costi annui documentati di acquisto carta, stampa e distribuzione relativi alla diffusione nei suddetti Paesi delle copie delle testate teletrasmesse, escludendo dal calcolo del contributo i costi relativi a tirature inferiori a 10.000 copie medie giornaliere, o effettuate per meno di un anno, in un singolo Paese di destinazione (importo complessivo massimo 4 miliardi di lire annue).

Confermati anche i contributi concessi ai quotidiani italiani editi e diffusi all'estero che pertanto, come avviene da qualche anno, vengono esclusi da quelli riservati agli altri giornali italiani editi all'estero, con evidente beneficio di questi ultimi nella ripartizione dei contributi stessi. (Inform)

Legge sull'editoria - La soddisfazione della FIEG

Viva soddisfazione per l'approvazione da parte della Camera della legge per l'editoria è stata espressa dal Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Mario Ciancio Sanfilippo.

"Sinceramente - ha dichiarato il Presidente della FIEG - appena 15 giorni fa sembrava molto difficile che questo obiettivo potesse essere raggiunto e temevamo che anche questa legge, di notevole importanza per lo sviluppo dell'editoria, potesse fare la stessa fine di altre, mi riferisco in particolare al disegno di legge 1138, che dopo innumerevoli dibattiti ed estenuanti polemiche si sono definitivamente arenate.

Bisogna dare atto ai rappresentanti di tutte le forze politiche, al relatore Giulietti e al Sottosegretario Chiti di aver saputo rinunciare alla difesa ad oltranza dei differenti punti di vista per trovare soluzioni accettabili da tutti. E' particolarmente importante che il nuovo provvedimento recepisca l'esigenza di agevolare il passaggio alla multimedialità delle imprese editrici e fornisca incentivi finanziari e fiscali per la realizzazione di nuovi investimenti nel settore editoriale a tutte le imprese e non solo - come oggi avviene - a particolari soggetti. L'auspicio è che il Senato proceda con analoga tempestività in modo che questo provvedimento, del quale si parla ormai da oltre cinque anni, possa essere definitivamente approvato nel poco tempo ormai disponibile prima della fine della legislatura". (Inform)


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