* INFORM *

INFORM - N. 29 - 8 febbraio 2001

Conferenza d’ area dei Veneti del Centro - Sud America

In Venezuela un Leone di San Marco dono della Regione

BELLUNO - Sarà un leone di San Marco, pregevole opera dell’artigianato artistico veronese, tratto da un blocco di pietra e del peso finale di oltre 13 quintali, l’omaggio tangibile che rimarrà in Venezuela ,successivamente alla Conferenza d’area dei Veneti, che tra pochi giorni si svolgerà nella capitale Caracas.

L’opera verrà successivamente collocata nella sede finale di Maracaibo, segnando il passaggio dello storico leone marciano in questa terra , che già tanto deve al lavoro dei veneti, agli inizi del terzo millennio.

Intanto, tutto è pronto all’Hotel Tamanaco, il più prestigioso di Caracas, per accogliere degnamente i 250 partecipanti alla cerimonia inaugurale della Conferenza mercoledì 14 febbraio. Tanti infatti sono gli ospiti previsti per la coreografica apertura, tra autorità locali e italiane, delegati veneti da tutto il centro-sud America e gli addetti ai lavori giunti dal Veneto. Se in Italia il lavoro preparatorio è stato curato dall’Associazione bellunesi nel mondo, sotto l’attenta regìa della Regione, dipartimento emigrazione, a Caracas un altrettanto importante impegno è stato curato da Guglielmo Faccioli (e dai suoi collaboratori), veronese doc, qui trapiantato con importanti attività da oltre 50 anni, presidente della federazione dei Veneti del Venezuela, che sta collaborando attivamente per assicurare all’evento il successo che merita.

Dopo i saluti delle autorità intervenute, sarà l’assessore regionale ai flussi migratori della Regione Veneto, Raffaele Zanon, ad aprire con il suo intervento i lavori della conferenza che proseguiranno nelle giornate del 15 e 16 seguenti.

Ma cosa ci si attende da un incontro come questo promosso dalla Regione Veneto, in una terra come il Venezuela ricca di materie prime e potenzialità ? Non una, ma molte sono le risposte attese dai vari interventi programmati e da quelli che verranno dai delegati partecipanti. Soprattutto, gli esperti che interverranno, saranno in grado di dire la loro sulle future sinergie attese e possibili tra i due sistemi-paese: da un lato il Veneto, una regione dal PIL uguale se non superiore (tanto per esemplificare) a quello di una nazione come la Grecia, dall’altro il Venezuela…

In tutto questo comunque c’è una marcia in più per l’Italia, quella offerta, nella globalizzazione dell’economia, dalla presenza in ogni angolo del mondo di nostri connazionali. Questo significa che ormai le distanze, la capacità di relazione sono una variabile logica, quasi scontata nei processi economici, e che i contatti e lo sviluppo dei Paesi, non possono prescindere da un patrimonio consolidato di altre relazioni industriali e commerciali.

L’emigrazione comunque impone un salto culturale nei rapporti. I Paesi della vecchia Europa in particolare, devono comprendere la ricchezza su cui può contare una società integrata e multietnica, .abbandonando le vecchie regole oramai superate.

Oggi il lavoro, il benessere economico, in tutto il mondo, la società intera sono frutto di intelligenze e di saperi di cui non è più possibile identificare i titolari. Ogni individuo è portatore di intelligenza e di sapere e la Conferenza di Caracas vuole fungere da volano, cercando di trarre utili indicazioni per il futuro dalla somma di contributi che qui convergeranno. (Ivano Pocchiesa-Inform)


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