* INFORM *

INFORM - N. 29 - 8 febbraio 2001

Immigrazione extracomunitaria in Spagna. La specialità degli immigrati iberoamericani. L’emigrazione dei paesi andini.

MADRID - Dall’estate scorsa la Spagna ha adottato misure più severe contro l’immigrazione clandestina, ha ristretto le condizioni ed i termini della sanatoria per gli illegali, ha blindato le coste prospicienti il Nord Africa per le quali sono passati con la relativa facilità flussi crescenti di maghrebini e dell’Africa nera.

Però una tolleranza continua ad essere praticata verso gli immigrati dall’America Latina. La lettera delle nuove come delle vecchie leggi "de extranjeria" (la regolarizzazione della immigrazione è ricondotta nel quadro più ampio della cittadinanza) non lo dice. Ma tutta la politica spagnola dell’emigrazione ed ora dell’immigrazione, implicitamente, si ispira alla Hispanidad. E’ davanti alla realtà di un continente dove si parla spagnolo. La stessa sovrastante referenza si pone dal Portogallo verso il Brasile. Ma non occorre scomodare la storia del colonialismo europeo nelle Americhe per ritrovare la spiegazione di rapporti speciali. Nel Nordamerica vigono le relazioni particolari tra gi Stati Uniti e l’Inghilterra, è la cosiddetta cuspide anglosassone. La quotidianità e l’episodio sono spesso ancora più eloquenti, come, per rimanere nel contesto, la marcia notturna di alcune centinaia di lavoratori ecuadoriani impiegati negli orti intensivi di Lorca nella Murcia sul capoluogo di questa regione del Sud della Spagna. E’ accaduto durante le festività natalizie. Non correvano alcun pericolo di essere espulsi, benché arrivati in Spagna senza documenti. La Spagna è divenuto Paese di immigrazione e di bassa natalità da Paese classico di emigrazione, come l’Italia.

Ecuadoriani, boliviani, colombiani, peruviani, messicani vi trovano ospitalità e simpatia. Ma gli imprenditori, specialmente nelle grandi piantagioni agricole del Sud, fanno i loro affari, poco o nulla si curano di registrarli e regolarizzarli. Ecco che ora questi "irregolari" escono alo scoperto e reclamano la "dignidad del ciudadano", come le ultime leggi che si vogliono più giuste anche se più severe dell’immigrazione prevedono per tutti coloro che superano la selezione degli immigrati riconosciuti comunque utili, accetti, conformi alla società spagnola. E gli iberoamericani lo sono. L’opinione pubblica li sostiene. Sono in genere meticci e aborigeni indios dei Paesi andini. Ma in Spagna – si tiene a sottolinearlo – non si soffre di alcun pregiudizio di razza. Giocano forse a loro favore i ricordi lontani della conquista ed un complesso di colpa e di domanda di perdono negli spagnoli di oggi. Solo che ora l’Eldorado sono i sudamericani ad immaginarselo in Europa, e non più gli europei in America. Essi continuano ad arrivare. Ne vediamo e molti anche in Italia. Una delle organizzazioni che li assistono si chiama "Ruminahui", dal nome di un sovrano Inca che si batté contro i "conquistadores". Ma spiegano costoro: noi non coltiviamo alcun sentimento antispagnolo e contro la gente che ci accoglie; soltanto vogliamo affermare la nostra dignità. (Alberto Marinelli-Inform)


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