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INFORM - N. 27 - 6 febbraio 2001

Il Ministro degli Esteri Dini in visita in Australia dall’8 all’11 febbraio

L’apporto della comunità italiana, i rapporti bilaterali, le relazioni economiche, la diffusione della nostra cultura.

ROMA - La visita ufficiale del Ministro degli Estreri Lamberto Dini in Australia si colloca come restituzione delle due visite effettuate dal Ministro degli Esteri australiano Downer in Italia (febbraio 1997 e giugno 1998) ed è intesa a rafforzare i vincoli di tradizionale amicizia che legano i due Paesi e confermare l'eccellenza dei rapporti politici, economici, sociali e culturali. Nel dicembre 1998 il Presidente Scalfaro era stato in visita in Australia, e da allora avevano avuto luogo numerosi incontri a livelli tecnici e di esponenti di governo.

La missione del Ministro Dini avviene nel momento in cui in tutta l’Australia sono iniziate le celebrazioni per il Centenario della Federazione. L’Australia è oggi la dodicesima economia mondiale, con una popolazione di venti milioni di persone ed un reddito pro-capite elevato; a questo successo ha contribuito in modo determinante la popolazione di origine italiana, ormai presente in posizioni di rilievo in tutti i settori della vita sociale, politica, economica e culturale del paese. L’incontro con le comunità – che rappresentano ora l’8% della popolazione australiana - sarà uno dei punti significativi della visita.

Vi sono tutte le premesse perché l’Italia, grazie anche al formidabile contributo della comunità di origine italiana e al nuovo interesse mostrato dal nostro mondo imprenditoriale, colga l’occasione del Primo Centenario dell’Australia per impostare nuove iniziative di collaborazione con questo importante paese.

La comunanza di ideali democratici, vissuta nei rispettivi assetti istituzionali di tipo occidentale, comporta l’assenza di problematiche politiche bilaterali. Sul piano multilaterale, Italia e Australia hanno collaborato proficuamente all’interno delle Nazioni Unite ed hanno spesso appoggiato le reciproche candidature presso organismi internazionali.

L’interscambio complessivo fra Italia ed Australia è più che raddoppiato negli ultimi sei anni, passando dai 2,2 miliardi di dollari australiani del 1993/94 ai 4,6 del 1999/2000 (con un saldo positivo in favore dell’Italia di 1,45 miliardi), e vi sono valide ragioni per ritenere che esistano ulteriori significativi margini di miglioramento.

L’Italia, che è il sesto Paese al mondo per esportazioni, figura soltanto al dodicesimo posto fra i partners commerciali dell’Australia (preceduto, peraltro, fra i Paesi dell’Unione Europea, soltanto da Germania e Gran Bretagna).Viceversa, l’Australia è per l’Italia "soltanto" il ventiquattresimo partner commerciale (anche se dodicesimo al di fuori della UE).

Queste "graduatorie" potrebbero sicuramente essere migliorate se si considerano le grandi potenzialità che le merci italiane hanno sul mercato australiano (non da ultimo grazie alla presenza di circa un milione e mezzo di cittadini australiani di origine italiana), le notevoli dimensioni di questo mercato e la quasi totale complementarietà delle due economie. .In prospettiva, un ruolo di grande importanza strategica potrebbero svolgere le joint ventures fra imprese italiane ed australiane. La visita in Italia del Premier del New South Wales, On.le Robert Carr ha offerto l'occasione per discutere, in particolare, progetti di cooperazione nel settore degli investimenti industriali e dell'ambiente. In questo senso, numerosi sono stati gli incontri dell' On.le Carr con rappresentanti del mondo imprenditoriale e produttivo italiano.

Con la partecipazione, da parte italiana, del Ministro degli Esteri Dini e del Ministro per il Commercio Estero Fantozzi, e da parte australiana del Vice Primo Ministro e Ministro del Commercio Tim Fischer, il 12 settembre 1997 e’ stato insediato a Roma il "Consiglio Economico e Culturale italo-australiano" con lo scopo di promuovere e incentivare lo sviluppo economico e commerciale tra i due Paesi. Dallo stesso si è dato l'avvio ad una iniziativa a livello "tecnico", il "Business Leaders Forum" che ha garantito un discreto livello di attività. Nel corso delle riunioni dei predetti organismi sono stati esaminati cinque settori principali di cooperazione : investimenti e cooperazione industriale ; commercio bilaterale; collaborazione nei settori aerospaziale e della difesa; progetto di cooperazione con i Paesi terzi; istruzione e formazione.

Le relazioni culturali sono regolate dall’Accordo firmato a Roma l'8 gennaio 1975 e dal Protocollo esecutivo firmato a Roma il 21 giugno 1999, valido fino al 2001. Oltre alla collaborazione nei settori dell’editoria, dei musei e delle biblioteche, esso prevede l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole primarie, lo scambio dei docenti di lingua, l’assegnazione di borse di studio e l’intensificazione della cooperazione accademica.

Operano in Australia due Istituti italiani di Cultura, a Sydney e a Melbourne. Entrambi organizzano, oltre a numerose manifestazioni culturali, corsi di lingua e cultura italiana. A seguito del decreto di revisione della rete degli Istituti Italiani di Cultura, l’Istituto di Melbourne, prima Sezione, è diventato autonomo.

L'insegnamento della lingua italiana si mantiene su livelli qualitativi e quantitativi stabili, sia nell’insegnamento a livello scolastico, che a livello universitario; esso è impartito presso numerosi Atenei, Fondazioni e Associazioni.Numerosi sono gli accordi diretti tra istituzioni accademiche dei due Paesi. Particolarmente attiva è l’Università di Bologna, che ha concluso accordi con l’Università di Sydney, la Flinders University del Sud Australia, l’Università di Wollongong, l’Università del Queensland e La Trobe University di Melbourne.Altre Università italiane che hanno stabilito contatti regolari con atenei australiani sono: l’Università di Firenze, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi di Milano, l’Università di Padova, l’Università Statale di Milano e le Università per Stranieri di Perugia e di Siena.

Per l'anno accademico 2000-2001 l’Italia ha offerto 43 mensilità di borse di studio, più 54 riservate a residenti in Australia titolari della cittadinanza italiana. L’Australia ne ha offerte 24, tramite l'Australian-European Awards Program Post-Graduate Scholarships. Analogo contingente è previsto per il 2001-2002.

Un notevole apporto alla diffusione della cultura italiana è stato promosso dal nostro Paese in occasione dei giochi olimpici di Sydney, nel settembre scorso, con le apprezzatissime esecuzioni della Filarmonica del Teatro alla Scala, sotto la direzione del Maestro Muti e con i recitals del tenore Bocelli. Nella stessa cornice olimpica hanno riscosso grande successo sia la mostra a soggetto sportivo di Ottorino Mancioli, sia le sfilate di moda italiane.

La cooperazione scientifica e tecnologica è attuata nell'ambito dell'Accordo Culturale, firmato a Roma l'8 gennaio 1975, con il quale i due Paesi si sono impegnati ad intensificare la collaborazione bilaterale anche nel campo della scienza e della tecnologia. A tal fine il 13 dicembre 1993 è stato firmato a Canberra il "Memorandum of Understanding" (MoU) per la Cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Australia. (Inform)


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