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INFORM - N. 27 - 6 febbraio 2001

Voto all’estero – Dino Nardi (CGIE): No ai collegi ed alle manovre dilatorie !

ZURIGO - A proposito dell’ultima proposta della legge attuativa del voto all’estero in discussione in questi giorni nella Commissione Affari Costituzionali del Senato che prevede, tra l’altro, la suddivisione della Circoscrizione Estero in quattro grandi aree geografiche, ritengo che sia doveroso non lasciare cadere nel vuoto le grida d’allarme lanciate da alcuni membri del CGIE del Canada e dal consigliere Franco Fatiga, segretario generale della UIM, che, nei giorni scorsi, hanno denunciato come questa frammentazione della Circoscrizione Estero possa impedire agli italiani residenti in Australia e Canada di potersi avvalere del voto all’estero. Un rischio assolutamente da evitare!

È noto, infatti, che le autorità australiane e canadesi, a suo tempo, avevano rinunciato alle loro riserve sul voto all’estero dei cittadini italiani residenti nei loro Stati solo a condizione che venisse costituita per il corpo elettorale italiano all’estero un’unica Circoscrizione mondiale. Per cui, se la memoria non mi tradisce, è stato essenzialmente in virtù di queste riserve ufficiali dell’Australia e del Canada che il Parlamento italiano attraverso la modifica dell’articolo 48 della Costituzione ha istituito la Circoscrizione Estero. Se così stanno le cose è davvero difficile comprendere i motivi per cui con la legge attuativa si voglia adesso rimettere in discussione questo principio, a meno che questa modifica inserita nell’ultima proposta non sia anch’essa strumentale all’obiettivo di rimandare la legge sul voto all’estero se non alle calende greche quantomeno a dopo le ormai imminenti elezioni politiche della prossima primavera, come sembra mirare quel partito trasversale dei ben noti parlamentari ed opinionisti che dopo un periodo di letargo sta nuovamente agitandosi rispolverando vecchie e superate obiezioni ed argomentazioni speciose il cui unico scopo, a questo punto, non può che essere quello di far perdere tempo prezioso.

Ben venga, dunque, la riunione del Comitato di Presidenza del CGIE, convocata d’urgenza per questa settimana a Roma per affrontare i temi più scottanti ed urgenti quali il voto all’estero, la ristrutturazione della rete consolare ed i corsi di lingua e cultura italiana, se, però, essa servirà non solo all’ennesima protesta gentile con i rappresentanti più autorevoli delle istituzioni, nel chiuso dei Palazzi romani, bensì anche per inscenare una dimostrazione di protesta e di sensibilizzazione forte e magari anche chiassosa davanti al Parlamento, non ovviamente alla maniera "mucca pazza", bensì nel vecchio ma sempre efficace stile "radicale". Un’iniziativa che, probabilmente, non sarà molto gradita al "Palazzo" ma sicuramente approvata senza riserve dagli emigrati e, credo, anche più efficace di tante dichiarazioni e messaggi! (Dino Nardi°-Inform),

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° Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale, Presidente Ital Uil Svizzera


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