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INFORM - N. 27 - 6 febbraio 2001

Voto all’estero –Macrì (CGIE): "Accettiamo pure che l'AIRE sia l'unico modo di far partecipare gli elettori; ma perché utilizzarlo per la distribuzione dei seggi?"

Nell’impossibilità di partecipare alla riunione straordinaria del Comitato di presidenza del CGIE, convocato a Roma per i giorni 8-9 febbraio, il vice segretario per l’America Latina Antonio Macrì ha tenuto tuttavia a far conoscere al presidente on. Danieli, al segretario generale Narducci, a tutti i colleghi e alla stampa il suo pensiero sul problema più importante e urgente all’ordine del giorno, quello del voto all’estero. Oggetto del suo intervento sono i lavori della Commissione Affari Costituzionali del Senato ed in particolare "l’ulteriore testo unificato" ed il successivo emendamento presentato dalla relatrice Franca D’Alessandro Prisco. Ecco quanto scrive Antonio Macrì.

BUENOS AIRES - Quanto avevamo previsto da tempo (vedere la mia relazione presentata a New York) si è avverato. Difficoltà con le anagrafi, tempi tecnici impossibili da rispettare così come previsto nel primo testo unificato ecc. Ossia, sono andati avanti senza correggere nulla fino all'ultimo momento.

Anche se scettico, debbo accettare la possibilità dell'approvazione dell'ultimo testo. Confermo una volta ancora che non sono mai stato candidato e non lo sarò succeda quel che succeda. Anche se con questa dichiarazione non vengo di certo a voler delegittimare opinioni o manifestazioni di chi lo potesse essere.

Abbiamo lottato tanto per questo benedetto Voto che credo dobbiamo accettare di esercitare questo diritto anche se con difetti ed imperfezioni. Non possiamo però ammettere che si approfitti per tradire lo spirito e le motivazioni che hanno portato alla modifica costituzionale.

Perché si sono creati i Collegi? Lascio la domanda lì e vado al punto che più mi preoccupa e indigna: accettiamo pure che l'AIRE sia l'unico modo di far partecipare gli elettori; ma perché utilizzare l'AIRE per la distribuzione dei seggi?

Tutti sappiamo che l'Anagrafe Consolare è la più affidabile per stabilire il numero dei cittadini residenti nei vari paesi. Anche se la più aggiornata, anche in questo, è quella europea e di molto mancante quella del resto del mondo. Trattandosi poi di una "norma transitoria" perché non si è lasciato il testo anteriore che prevedeva l'anagrafe unica "unificando l'AIRE e gli schedari consolari, comprendendo apposite liste elettorali"? Per lo meno per quanto riguarda la quantità di Parlamentari da eleggere in ogni area geografica.

La Legge cerca di sospendere norme che se anche sono importanti non sono attuabili d'immediato. Perché allora non utilizzare anche in questo caso criteri giusti anche se imperfetti? Se fosse approvato il nuovo testo proposto ci ritroveremmo che il 70% dei Parlamentari saranno eletti in Europa (dei restanti dopo aver assegnato un Deputato ed un Senatore ad ogni area geografica).

A parte l'enorme ingiustizia di questa manovra, dove sono andate a finire tutte quelle motivazioni che si imperniavano sul "capitale che rappresentano nel mondo", "gli ambasciatori per il collegamento della nostre culture" ecc. ecc.?

Mancano tanti altri argomenti, anche a favore della circoscrizione unica. Ma per ora lasciamo stare. Per vari motivi il C.d.P. avrà una maggioranza europea in questa riunione d'urgenza ma sono certo che cercheranno di essere ugualmente obiettivi. Prego i colleghi di riprendere le mie osservazioni anche se fatte in modo affrettato per motivi personali. Sono certo che lo farete.

Secondo l’Anagrafe Consolare: Europa più Africa del Nord 2.220.000, America Latina 1.161.077, relazione 2 a 1. Secondo l’AIRE: Europa più Africa del Nord 1.650.000, America Latina 424.000, relazione 4 a 1. Ripeto: anche l'Anagrafe Consolare è molto incompleta specialmente in America Latina. (Antonio Macrì-Inform)

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CGIE Argentina, Vice Segretario del CGIE per l’America Latina.


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