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INFORM - N. 26 - 5 febbraio 2001

Verso il riconoscimento dell'italiano come lingua straniera nelle scuole del Baden-Württemberg. Scetticismo di Tommaso Conte (CGIE)

STOCCARDA - Un primo passo concreto è stato realizzato in Baden-Württemberg in direzione di un più ampio riconoscimento della lingua italiana come lingua straniera all'interno della fascia secondaria, precisamente della Hauptschule, frequentata da ca. il 67 % degli alunni italiani nella corrispondente fascia d'età. Un accordo tra il Consolato Generale di Stoccarda e il locale Ministero della Cultura prevede la possibilitá di sostenere un esame di italiano finale, svolto e riconosciuto a tutti gli effetti come esame di lingua straniera. Tale esame potrà essere sostenuto, secondo la legislazione locale soltanto un anno dopo l'assolvimento dell'obbligo di istruzione e vale pertanto a dire durante il decimo anno del percorso formativo. In tal senso si è proceduto ad istituire un gruppo di lavoro per elaborare le linee programmatiche del curriculum che dovrà accompagnare lo studio della lingua italiana sin dalla scuola elementare fino alla fine della Hauptschule ed armonizzarsi con i programmi di lingua e cultura italiana. Il 1 febbraio ha avuto luogo il primo incontro del Gruppo di lavoro che ha tracciato i principi base del progetto e ha configurato la strutturazione del curricolo. Il piano operativo generale prevede già gli incontri delle varie sottocommissioni che opereranno da oggi fino alla fine di giugno segnatamente al fine di consentire dal prossimo settembre l'attuazione dell'accordo in parola. Il principale vantaggio immediato di questa misura è riconducibile da un lato alla possibilità effettiva che viene offerta ai nostri giovani connazionali di acquisire un titolo spendibile e accreditato sul mercato del lavoro.

"Si tratta di un risultato particolarmente importante e a vantaggio dei nostri alunni, ma anche di un traguardo raggiunto per una pari dignità della lingua italiana nel Paese di accoglimento. Un ulteriore passo avanti per raggiungere una piena integrazione della nostra collettività nel Paese di accoglimento, cosciente e fiera della propria identità linguistica e delle sue radici socio-culturali" - ha commentato il Console generale Carloni al termine della prima riunione che ha segnato l'avvio del progetto.

Dell'importanza del risultato raggiunto a Stoccarda appare poco convinto Tommaso Conte, componente del Comites di Stoccarda e del Comitato di presidenza del CGIE. In una lettera al Console generale Carloni e per conoscenza al Ministro Marsili, direttore generale per gli Italiani nel Mondo alla Farnesina, egli si chiede: "Si tratta di un accordo tra Consolato Italiano e Ministero della Cultura, oppure è solo una possibilità prevista dalla legislazione del Baden-Württemberg?". Ed aggiunge che "i tedeschi non ci hanno mai dato niente e non ci daranno niente più di quanto sia già previsto nella loro legislazione". Anche l'effettuazione dell'esame "può essere una cosa utile ai nostri ragazzi sul mercato del lavoro, ma non è nessun passo concreto in direzione del riconoscimento della lingua italiana, bensì una possibilità che già esisteva nella legislazione locale dal lontano 1983".

"Il Ministero della Cultura del B.-W. - sostiene infine Conte - non ci ha mai concesso alcunché, nemmeno nella sperimentazione delle classi bilingui di Weilimdorf. Infatti, dopo i quattro anni della scuola elementare si chiuderà la sperimentazione, e noi, che cosa avremo ottenuto? Avremo dato quattro insegnanti in quattro classi, senza concludere nulla di definitivo e stabile per la lingua italiana. Avremo speso poco meno di 1200 milioni di lirette per trenta/trentacinque ragazzi italiani frequentanti, per tutte le quattro classi. Non sono risultati questi che possono far dire "di un traguardo raggiunto per una pari dignità della lingua italiana nel Paese di accoglimento". (Inform)


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