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INFORM - N. 22 - 30 gennaio 2001

Luciana Rovis confermata presidente dell'Associazion Donne Italiane in Svizzera per le Pari Opportunità

BERNA - Si è svolta lo scorso fine settimana a Berna l’assemblea generale dell’ADISPO (Associazione Donne Italiane in Svizzera per le Pari Opportunità) che aveva il compito, a due anni dalla fondazione, di rinnovare le cariche. Fiducia riconfermata alla presidente uscente, Luciana Rovis, esperta in formazione professionale e per lunghi anni direttrice dell’ECAP di Basilea. La concorrente Caputo ha raccolto 17 preferenze.

Rielette anche molte componenti dell’esecutivo uscente, tra le quali è doveroso menzionare anzitutto la portavoce del Coordinamento nazionale dei Comites, Palma La Gennusa, la presidente del Comitato XXV Aprile di Zurigo, Pina Boccomino, e la giornalista televisiva Giovanna Meyer Sabino. Confermate anche le due esponenti dei DS in Svizzera, Silvia Casadei e Angela Vescio, tre esponenti cattoliche - Anna Rüdeberg, Vittoria Di Bella e Angela Carlucci - nonché due esponenti del Polo, la Rondinelli (Forza Italia) e la Caputo (AN). Tra le nuove elette: Maria Inglese, vicepresidente dell’ASIS, Antonietta Labriola e Sonia Giannacchi. Il nuovo Esecutivo dell’ADISPO si riunirà il prossimo sabato a Berna per discutere delle strutture interne e del programma.

L’assemblea è stata presieduta da Fiorella Montefiori, ricercatrice nell’ambito della pedagogia interculturale. Da segnalare anche una relazione della psicologa Marina Frigerio, che ha illustrato gli esiti della sua ultima ricerca, dedicata ai traumi psicologici suscitati dall’ultima guerra e trasmessi anche alle generazioni che non hanno vissuto in prima persona l’ultimo conflitto mondiale.

Una vivace discussione ha seguito le osservazioni della Frigerio sulle conseguenze psicologiche della guerra, osservazioni che hanno fatto emergere alcune toccanti testimonianze sulla guerra e la grande ondata migratoria seguitane nel dopoguerra: esperienza storica altamente drammatica che alimenta strati profondi ed essenziali del nostro inconscio, que llo "collettivo" non meno che quello individuale. (AdL/Inform)


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