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INFORM - N. 22 - 30 gennaio 2001

Voto all'estero - Una nota del Consiglio Nazionale delle ACLI: "No all'imbroglio. Si faccia subito la legge ordinaria"

ROMA - Le ACLI, che da sempre hanno sostenuto il sacrosanto diritto dell'esercizio del diritto di voto per i nostri connazionali che vivono all'estero - denunciano l'impasse che si è creata in Parlamento per l'emanazione della legge ordinaria, necessaria per dare applicazione alla modifica costituzionale, che dopo un iter tormentato è stata approvata dal nostro Parlamento.

Gli italiani che vivono all'estero, e le ACLI con loro, considerano un imbroglio quanto si sta verificando e invitano le più alte autorità dello Stato ad intervenire perché le attuali difficoltà vengano superate con la rapida approvazione della legge ordinaria.

Si tratta, tra l'altro, di un impegno assunto da tutti i partiti e dallo stesso Presidente della Repubblica nella Prima Conferenza degli italiani nel mondo che si è conclusa nel dicembre scorso.

La democrazia - conclude la nota del Consiglio Nazionale delle ACLI - non si proclama ma si realizza. Nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un atto di riparazione e di nuovo legame tra l'Italia e "l'altra Italia" che vive all'estero. (Inform)


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