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INFORM - N. 22 - 30 gennaio 2001

Voto all'estero - Un messaggio di Micheloni (Colonie Libere Italiane in Svizzera/CGIE) ai partiti ed ai parlamentari italiani.
"Se la legge fosse approvata fuori tempo la beffa sarebbe totale"

ZURIGO - "Siamo invasi da dichiarazioni polemiche e pretestuose sulle responsabilità nelle lungaggini dei lavori parlamentari per l’approvazione della legge per l'esercizio del voto all'estero - rileva Claudio Micheloni, presidente della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera e componente del comitato di presidenza del CGIE, in un messaggio rivolto ai partiti e ai parlamentari italiani -. Tutti dichiarano la volontà di permettere agli italiani all’estero di partecipare alle prossime elezioni politiche della primavera 2001".

"L’esercizio del diritto di voto all’estero - prosegue Micheloni - è il più importante segnale che l’Italia può dare agli italiani all’estero, per dimostrare che intende mantenere legami veri, forti, che vanno al di là dei meri contatti economici.

Con questa legge si può far sì che lo slogan gli italiani all’estero sono una risorsa, non siano sole parole vuote, ma dimostrare che si vogliono riempire di contenuti, ed assicurare all’Italia anche per gli anni futuri il contributo di questa reale risorsa per lo sviluppo dell’Italia.

Assistiamo al solito gioco di scarica barile delle responsabilità e dei ritardi, che quasi certamente porteranno all’approvazione della legge fuori tempo. Se così fosse, allora la beffa sarebbe totale.

In tal caso meglio sarebbe avere, almeno, il coraggio di dire chiaramente che non se ne fa nulla e chiudiamo definitivamente questa triste storia.

Veramente il mondo politico italiano crede che su un problema così importante, così pieno di principi fondamentali per la democrazia se la caverà con la tattica delle accuse incrociate e con lo scarica barile? Se qualcuno pensa che sarà così semplice, conosce poco gli italiani all’estero.

Se i politici italiani non hanno capito che il voto all’estero è una opportunità più grande, più importante per il futuro dell’Italia e degli italiani che vivono in patria che per gli italiani all’estero, allora meglio sarebbe chiudere il discorso. Perché se così fosse vorrebbe dire che il provincialismo della politica italiana è talmente profondo da non avere speranze di un suo rapido superamento.

Intendiamo sollecitare con forza, da tutto il mondo politico italiano, un gesto di rispetto della dignità di milioni di italiani che vivono nel mondo, che in questi giorni guardano con attenzione, consapevoli che il voto all’estero non risolverà i loro problemi ma cambierà i loro rapporti con l’Italia e sarà una grande opportunità per l’Italia.

I tempi sono cortissimi - conclude Micheloni - e nessuno chiede il miracolo di una legge perfetta, una legge così complessa non potrà essere migliorata che dopo una prima esperienza, ci vuole dunque una forte dose di buon senso ed una vera volontà politica". (Inform)


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