* INFORM *

INFORM - N. 21 - 29 gennaio 2001

Protesta di Davos e umanesimo contemporaneo

Trincia (CSERPE):L'uomo, e non il profitto, deve essere al centro di ogni sistema politico ed economico

BASILEA - C'è una verità nella protesta dei dimostranti di Davos. Al di là delle forme, anche violente, da essa assunte e delle strumentalizzazioni di parte, il messaggio di coloro che a Davos sono andati per esprimere il proprio disagio di fronte alla mondializzazione in corso è chiaro: l'uomo, e non il profitto, deve essere centro e meta di ogni sistema politico ed economico. Non c'è economia, né tecnica, né politica che siano in grado di fornire una risposta esaustiva al bisogno di senso esistenziale, che è proprio di ogni essere umano in quanto tale. Quando, nel maggio scorso, la Fondazione Cassamarca di Treviso promosse a New York un Convegno Mondiale su "Globalizzazione e Umanesimo Latino", in molti si domandarono quali risposte potessero fornire le scienze umane di fronte ai rapidi sviluppi delle società contemporanee. Far coincidere l'entrata nel mondo della globalizzazione con una nuova antropologia è proprio una delle sfide più coinvolgenti del nuovo secolo che si è aperto. E qui il messaggio latino può avere un'importanza essenziale. Dinanzi alla tendenza dei mercati e delle imprese a assumere una dimensione mondiale, rompendo violentemente quei confini regionali o locali in cui erano precedentemente contenuti, l'uomo contemporaneo si interroga, nel tentativo di essere artefice e non soggetto passivo di fronte a questi rapidi sviluppi. Lo stesso Giovanni Paolo II ha ripetutamente messo l'accento sulla centralità dell'essere umano, auspicando - come ha fatto in occasione del Convegno di New York - che "il corrente processo di globalizzazione sia veramente rivolto verso una globalizzazione nella solidarietà, una globalizzazione senza emarginazioni".

Le barricate di Seattle, le proteste di Davos, le idee di Porto Alegre ci ricordano con forza che prima di ogni interesse politico o economico viene il diritto alla vita, alla libertà, alla giustizia, alla pace. Di ogni individuo, di ogni popolo e di ogni nazione. I valori dell'umanesimo, nel rispetto delle culture dei diversi popoli, invitano ogni donna e ogni uomo a una attenta vigilanza affinché sempre e dappertutto sia garantita a ogni essere umano la possibilità di preservare la propria identità, in un contesto di collaborazione e di dialogo con il mondo circostante. Essenza dell'umanesimo è infatti la consapevolezza dell'umana difettività, da cui discende il rifiuto opposto a ogni utopia fondata sulla costruzione di quella società perfetta, di tempo in tempo proposta dal marxismo, dal nazionalismo e, ora, dal globalismo. E' convinzione di tutti gli umanisti, quelli di ieri e quelli di oggi, che ogni avanzamento, in campo economico e in ordine morale, non è mai dato una volta per tutte, ma va di continuo riconquistato. La consapevolezza del rispetto dovuto a ogni uomo ha il proprio requisito ineludibile nel rispetto delle culture dei diversi popoli. Come ebbe a dire il grande intellettuale e poeta africano Léopold Sédar Senghor, "la ricchezza principale dell'umanesimo è quella di trovare le radici della propria cultura per conoscere l'altro e per arricchirci vicendevolmente attraverso lo scambio delle nostre diversità". (Luciano Trincia*-Inform)

_________________

* CSERPE Basilea, Coordinatore scientifico del progetto "L'Umanesimo Latino in Svizzera"


Vai a: