* INFORM *

INFORM - N. 21 - 29 gennaio 2001

Tremaglia - Per il voto all'estero siamo agli ultimi giorni utili per l'approvazione della legge ordinaria. Estremo appello alla politica dell'intesa

ROMA - "Incredibile quanto sta accadendo al Senato sulla Legge ordinaria di esecuzione delle norme costituzionali per l'esercizio del voto all'estero. Si tratta di verificare, ormai a giorni (entro martedì 30 gennaio) se vi è ancora una volontà politica unitaria" ."Suona l'allarme" l'on. Mirko Tremaglia: "in caso contrario - aggiunge - vi sarà ancora una volta l'inganno contro milioni di cittadini all'estero, che vengono discriminati nei loro diritti.

"Bisogna anche capire chi è colpevole per questo misfatto:

  1. dal 20 luglio 2000, il Disegno di Legge ordinario è fermo alla Commissione Affari Costituzionali del Senato; la maggioranza ci deve spiegare il perché.
  2. Quel Disegno di Legge è stato collegato per mesi alla Legge generale elettorale. E per questo tentativo ricattatorio di collegamento si è perso altro tempo prezioso (almeno due mesi), e anche per questo fatto vi è una responsabilità precisa della maggioranza.
  3. Si è "complicato" il testo del Disegno di Legge in esame che invece va semplificato.
  4. Quando è iniziato l'esame del provvedimento, A.N. ha chiesto di chiudere immediatamente la discussione per approvare nella immediatezza la Legge, ma è comparsa una strana operazione di Forza Italia, che ha commesso il grave errore di chiedere continui rinvii, ritenendo non sufficientemente mature le riflessioni sulla Legge e sostenendo persino obiezioni costituzionali sul voto per corrispondenza.

"La mia denuncia è certamente pesante ma inevitabile - prosegue Tremaglia -, anche nei confronti di Forza Italia. Chiedo a tutte le forze parlamentari di riprendere la politica dell'intesa e di semplificare il testo della Legge:

  1. vota chi è iscritto all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all' Estero);
  2. si vota con il sistema proporzionale e con il voto per corrispondenza;
  3. diritto di opzione per quelli che vengono a votare in Italia (non vi sono più i tempi tecnici e quindi non dobbiamo insistere);
  4. la propaganda elettorale attraverso gli accordi bilaterali con i Governi ospitanti (qualcuno ha montato questo problema che invece si risolve con molta semplicità. Lo abbiamo già sperimentato nelle elezioni europee);
  5. la "Circoscrizione Estero", proprio per rispettare la norma costituzionale, è unica. Solo con questa soluzione non vi è alcuna reazione da parte degli Stati che ospitano i nostri connazionali;
  6. le preferenze: dovrebbero essere due, per dare la possibilità ai candidati di qualsiasi Paese di emigrazione di divenire deputati o senatori;
  7. oltre ai partiti che hanno presentato liste in Italia dobbiamo dare la possibilità alle Associazioni dell'emigrazione di poter presentare proprie liste. Potrebbero essere Associazioni che vengono sostenute da almeno 20 deputati e 10 senatori del Parlamento italiano;
  8. cancellare l'art. 3 della legge che prevede ripartizioni geografiche della Circoscrizione addirittura con l'intervento di un decreto del Capo dello Stato: come abbiamo già detto, la "Circoscrizione Estero" prevede una sola Circoscrizione elettorale.

"Così facendo, in uno o due giorni la Legge può essere approvata. Ripeto il mio invito al Centrosinistra e a Forza Italia, personalmente a Berlusconi, perché intervenga, affinché con dignità ed onore possano essere salvati gli impegni che abbiamo assunto e che abbiamo consacrati attraverso la revisione costituzionale. Nessuno può compiere un atto veramente banditesco.

"Noi mettiamo le carte in tavola nella fedeltà alla parola data- con clude Tremaglia -. Attenzione a non sbagliare, La reazione sarebbe durissima da ogni parte del mondo". (Inform)


Vai a: