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INFORM - N. 20 - 26 gennaio 2001

Consiglio d’Europa - Conferenza ministeriale in Svezia. Pari Opportunità un volano per la crescita economica

NORRKOPING, SVEZIA – Tra il 21 e il 23 gennaio 2001 si è tenuta presso il media Centre di Norrköping, in Svezia, una Conferenza informale dei ministri europei per gli Affari Sociali, presieduta dai ministri svedesi per la Sicurezza Sociale e per le Pari Opportunità, rispettivamente le signore Ingela Thalén e Margareta Winberg. Scopo degli organizzatori della Conferenza, ovvero la Presidenza svedese del Consiglio d’Europa di turno per il semestre, è stato in primo luogo di promuovere il principio che le pari opportunità possano divenire un importante volano per la crescita economica. In secondo luogo le conclusioni della Conferenza dovranno formare il punto di partenza delle discussioni in occasione dell’importante Summit dell’Unione Europea che si terrà a Stoccolma tra il 23 e il 24 marzo 2001 sulle problematiche relative al lavoro, ai sistemi sostenibili di sicurezza sociale e alla parità dei diritti nel mercato del lavoro.

Nel corso della riunione i ministri si sono occupati principalmente della questione delle pari opportunità, affrontata però in un’ottica nuova che ha permesso di andare oltre la pura rivendicazione dell’uguaglianza dei sessi e le misure prettamente d’assistenza. I relatori presenti hanno, infatti, seriamente discusso e dimostrato come l’uguaglianza dei sessi vada ad integrare in maniera significativa le prospettive europee di crescita economica, coerentemente con gli obiettivi strategici delineati in occasione del Summit di Lisbona del marzo 2000 e del recente Vertice europeo di Nizza (dicembre 2000), in occasione dei quali si è ambiziosamente inteso progettare nell’arco di dieci anni un sistema economico competitivo su scala mondiale in grado di garantire anche una piena occupazione.

Il Commissario Europeo per l’Occupazione e per gli Affari Sociali, la greca Anna Diamantopoulou, ha molto apprezzato l’invito al meeting congiunto su pari opportunità e sicurezza sociale, stimando le due aree intimamente correlate. Nel corso delle sei sessioni del meeting la signora Diamantopoulou, ha assunto un ruolo di primo piano esortando i ministri dei Paesi membri dell’Unione Europea a far osservare l’uguaglianza di condizioni di lavoro e di salario tra uomini e donne. Secondo il Commissario Europeo, infatti, "le leggi sulla parità tra i sessi rimarranno lettera morta se non verranno c orrettamente applicate sul campo".

Anna Diamantopoulou ha avvalorato i suoi argomenti mostrando come effettivamente in Europa la percentuale di donne che lavorano sia più bassa di quella degli uomini e quanto la differenza di salario tra i due sessi sia larga. Nel 1998, infatti, a livello europeo le donne hanno guadagnato in media circa l’83% dello stipendio di un uomo, con una differenza ancora più ampia per le donne impiegate nel settore privato (agricoltura e industria) nel cui caso si è scesi al 76%. Inoltre, nello stesso anno il 71,6% delle donne senza figli tra i 20 e i 50 anni aveva un impiego, percentuale che però scende drasticamente fino al 51,6% in ca so di prole.

La signora Diamantopoulou ha perciò insistito sulla necessità per i governi europei di provvedere a misure concrete per agevolare la fruizione delle facilitazioni per la cura dei bambini, per rimuovere gli ostacoli all’uscita e al rientro della donna nel mercato del lavoro e per eliminare tutti i disincentivi in genere che rendono difficoltoso assumere una donna. Misure che però non devono compromettere la parità sia contributiva che assistenziale, fondamento per la sostenibilità futura del sistema. Con molta enfasi Anna Diamantopoulou, dopo essersi dichiarata molto soddisfatta per le conclusioni raggiunte, ha concluso i lavori della Conferenza adattando all’occasione un celebre discorso di J.F. Kennedy: "Non chiediamo che cosa il sistema di protezione sociale possa fare per le donne, ma immaginiamo che cosa possono fare le donne per il sistema di protezione sociale se solo partecipassero pienamente al mercato del lavoro".

Nella conferenza stampa successiva alla conclusione della Conferenza il Commissario Europeo Diamantopoulou, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha polemicamente espresso le sue preoccupazioni per il provvedimento del neo-presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, di tagliare i finanziamenti per i programmi di sostegno alla liberalizzazione dell’aborto all’estero. Per la signora Diamantopoulou si è trattato apertamente di "un passo indietro nelle politiche concernenti il diritto delle donne". (Antonio Ricci-Inform)


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