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INFORM - N. 19 - 25 gennaio 2001

Voto, interventi linguistico-culturali e… non solo

Intervista al consigliere Fabrizio Romano dell’Ambasciata d’Italia a Berlino

BERLINO - Al Consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Berlino, Dott. Fabrizio Romano, abbiamo rivolto alcune domande, alle quali ha risposto con la consueta disponibilità:

Il voto all'estero sarà ripreso in sede di commissione: nel caso d'approvazione della legge ordinaria, l'Amministrazione è pronta ad assumere e gestire gli oneri, derivanti da detta normativa?

Credo che una domanda del genere andrebbe più utilmente rivolta all’Amministrazione Centrale, per ovvie ragioni di competenza e di autorevolezza dell’interlocutore. Tra l’altro, una precisa presa di posizione sulla questione è stata diffusa con il comunicato "La Farnesina in merito al voto degli Italiani all’estero" (Inform n.13 del 17.1.01). Ciò premesso, in ragione delle mie funzioni, io sono in contatto quotidiano con i colleghi della DGIT e naturalmente la questione è oggetto di approfondita attenzione in tali contatti. Posso dire – ma la prego di prendere queste affermazioni come una personale valutazione - che l’Amministrazione ha fatto tutto quello che era in suo potere , e nelle sue competenze - per predisporre al meglio la fase operativa, quella dell’esercizio concreto del voto. Certo, nessuno fra gli addetti ai lavori del MAE nasconde l’impressione che i tempi ristretti rendono particolarmente gravoso gestire un’operazione del genere, specie se si vogliono raggiungere risultati soddisfacenti in termini di partecipazione.

"Piano Paese": a che punto è in Germania?

Il "piano Paese" sulla programmazione degli interventi linguistico–culturali è stato approntato nei termini sostanziali richiesti dal Ministero, anche se c’è stato uno slittamento dei tempi. Come sa, nella fase preparatoria – che ha peraltro coinciso con la febbrile attività di preparazione della Conferenza Nazionale di Francoforte, della Continentale del CGIE, della Pre-conferenza Continentale di Berlino e finalmente della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, per non parlare di quella dei Consoli - si è realisticamente cercato di coinvolgere, attraverso l’azione dei Consolati, il maggior numero di interlocutori disponibili. Anche da parte dell’Ambasciata vi è stata un’azione diretta di sensibilizzazione di questi ultimi. Ma proprio perché la tematica dell’intervento scolastico è di particolare delicatezza in questo Paese, e perché, come dire, le sensibilità esistenti sono molto articolate, si sta pensando di convocare in tempi brevi una riunione quanto più "allargata" del tavolo di lavoro (CGIE, Enti gestori, esperti ecc.) per approfondire gli spunti forniti al MAE con il piano in parola. Mi piace considerare questo lavoro come un "work in progress" che, oltre ad indicare delle proposte per rimodulare la nostra politica scolastica, deve avere un carattere di costante attualità. Ciò, sia detto per inciso, consentirà anche di venire incontro a coloro – fra i rappresentanti istituzionali della nostra comunità – che avevano espresso l’esigenza di una quanto più ampia dialettica nella concertazione della politica scolastica.

Ci può descrivere brevemente il contenuto del Piano?

Il Piano, come dicevo, contiene una serie di spunti per l’Amministrazione per "personalizzare" – se mi permette l’uso di questo termine – la politica di intervento scolastico verso la Germania, pur nel quadro di un’azione della stessa Amministrazione che non può prescindere da una coerenza di fondo. I punti fondanti del testo riguardano la strategia per l’applicazione quanto più estesa del principio della sussidiarietà ; la prospettiva di rilancio della lingua italiana come fattore di identità; la valorizzazione dei momenti di incontro istituzionale ( un tavolo di lavoro con una composizione a " geometria variabile" ); il collegamento fra formazione scolastica obbligatoria e quella professionale; l’azione di sensibilizzazione delle famiglie nella crescita formativa dei figli; il coordinamento degli operatori della scuola ecc. ecc.

Trovo interessante l’idea di una riunione allargata del tavolo di lavoro. Ci sono altre iniziative significative che l’Ambasciata sta pianificando nel prossimo futuro?

Intanto, in vista della riunione annuale del CGIE a Roma, si sta prevedendo di tenere in febbraio la riunione prevista dall’art.11 della legge sul CGIE, che consentirà a noi dell’Ambasciata, ai Consoli, ai Presidenti dei Comites ed ai membri del CGIE Germania di passare in rassegna le questioni più attuali e le problematiche relative alla comunità italiana in questo Paese. Vorrei che questa riunione servisse a rinnovare e rinsaldare quelle sinergie che hanno dato, per citare un solo esempio, l’ottimo risultato della presa di posizione unitaria della Conferenza Nazionale di Francoforte. Tali sinergie sono fondamentali per tutta una serie di ragioni facilmente comprensibili, e, in particolare, consentono di presentarsi agli occhi degli interlocutori tedeschi come una comunità di cittadini europei, sicuramente diversificata nelle sue componenti sociali, ma nel fondo unita da un vincolo di appartenenza comune, l’essere italiani. La nostra azione sul piano diplomatico non potrà che uscirne rafforzata.

C’è altro in vista?

Glielo dico in anteprima… assoluta. Stiamo accarezzando l’idea di organizzare, a Berlino, un incontro o, perché no?, una Prima Conferenza degli Italiani eletti negli organismi "politici" tedeschi, come per esempio i Consigli Comunali. Un po’ sul modello della Conferenza dei deputati di origine italiana, adattata alla particolarità della nostra presenza politica in Germania. Stiamo attualmente iniziando a valutare gli aspetti logistici e i costi che deriverebbero da una simile iniziativa. Pur facendo riserva di conferme e precisazioni, credo che un simile incontro contribuirebbe ad un salto di qualità nell'articolazione dei rapporti fra i diversi esponenti della comunità italiana in Germania ed a rafforzare ulteriormente la nostra credibilità verso i tedeschi come comunità che pur mirando all’integrazione non dimentica la propria identità. Sono le sinergie di cui parlavo prima. Naturalmente è nostra intenzione coinvolgere attivamente nell’operazione i rappresentanti istituzionali della collettività.

Lei è da un anno responsabile dell’Ufficio Sociale dell’Ambasciata d’Italia: vuole tentare un bilancio dell’attività svolta?

Ci provo, cercando di seguire una traccia cronologica. Nel maggio 2000 abbiamo istituito un tavolo di lavoro con gli enti gestori, che si è poi riunito tre volte, consentendo di porre all’attenzione dell’Amministrazione le problematiche più attuali attinenti ad una parte importante del nostro intervento scolastico. Ricordo che la prima riunione, quella di maggio, ha permesso di evitare il blocco delle attività didattiche paventato a causa dei problemi derivanti dal "disimpegno" del FSE.

Nel luglio, a seguito della visita a Stoccarda dell’On. Danieli, abbiamo dato vita ad una Commissione bilaterale con il Baden Württemberg per far fronte al fenomeno delle espulsioni e dei dinieghi dei permessi di soggiorno, che nei mesi successivi si è riunita due volte. La rete consolare – ed in particolare la Baviera - è stata sollecitata, sulla base di tale esempio, a dar vita a "canali" di consultazione con le competenti autorità di accreditamento per far analogamente luce sul fenomeno e cercare di contenerlo. Anche a Berlino ne abbiamo costituito uno, che si sta riunendo periodicamente.

Sempre in estate, in occasione di uno dei tre incontri che hanno avuto luogo nel 2000 fra i Ministri dell’Interno Bianco e Schily, siamo riusciti ad associare l’Italia in un memorandum a quattro – insieme a Germania, Francia e Spagna - che impegna questi Paesi ad un’abolizione, in prospettiva, del requisito del permesso di soggiorno quale condizione, per varie categorie di cittadini, per la permanenza nei rispettivi territori nazionali.

In settembre, in occasione del vertice italo-tedesco, alcune delle più importanti questioni relative alla comunità italiana sono state discusse al massimo livello. E’ la prima volta che accade in un vertice dedicato a questioni di politica internazionale.

E poi, come dicevo parlando del Piano Paese, ci sono state la Conferenza Nazionale per la Germania – che ha consentito di registrare una presa di posizione unitaria – , la Continentale del CGIE e la Pre-Conferenza Continentale di Berlino che hanno comportato, come tutti sanno, un lavoro molto intenso, e decine di incontri preparatori. Ma soprattutto, molti contatti diretti, personali, fra l’Ambasciata ed i rappresentanti della comunità. Che sono la premessa indispensabile per lavorare insieme al meglio. E poi c’è stata la Prima Conferenza!

Questo è quanto si è fatto, a grandi linee. Aggiunga anche una ventina di missioni su tutto il territorio della Germania per individuare assieme a Consoli, Presidenti Comites , membri CGIE, rappresentanti a vario titolo della comunità le situazioni critiche e cercare soluzioni. Non sta a me giudicare se si è fatto bene. Posso dire che si è fatto quello che si poteva fare e che molto, moltissimo resta ancora da fare. Sollecito quindi suggerimenti e critiche perché, laddove costruttive, consentono di migliorare la propria azione.

Desidera aggiungere qualcosa?

Vorrei ringraziare tutti Consoli e il personale dei Consolati per l’enorme mole di lavoro svolta con risorse che, come noto, non sono esuberanti. Pensi solo a Francoforte, per citare un esempio, che ha dovuto procedere – senza iniezione di forze nuove - all’organizzazione della Conferenza Nazionale. Vorrei ringraziare anche il collega Cristiano Maggipinto – appena rientrato al Ministero dopo quattro anni di Germania - che ha seguito con abnegazione la preparazione degli eventi sopra elencati, avendo nel contempo anche la responsabilità della direzione della Cancelleria Consolare di Berlino. Un particolare e sentito ringraziamento va per ultimo – ma non certo in ordine di importanza - a quei membri del CGIE, quei Presidenti dei Comites, quei Rappresentanti istituzionali degli italiani in Germania e quegli operatori della scuola e quei giornalisti che – pur nel rispetto dei rispettivi ruoli e funzioni – hanno voluto costruttivamente interagire con noi nel servizio reso agli italiani in Germania. (Vito D'Adamo-Inform)


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