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INFORM - N. 19 - 25 gennaio 2001

Voto all'estero - La Prima Commissione del Senato in difficoltà per il varo della "legge ordinaria". Si riprende martedì 30 gennaio

ROMA - La seduta del 25 gennaio ha confermato le difficoltà in cui si trova la Commissione Affari Costituzionali del Senato per varare un testo che consenta l'approvazione in tempi brevi, dai due rami del Parlamento, di una "legge ordinaria" affidabile per l'esercizio del voto all'estero sin dalle ormai prossime elezioni politiche. Difficoltà che erano già emerse, il giorno prima, dopo gli interventi dei sottosegretari agli Esteri Danieli e all'Interno Lavagnini.

Che si cominci apertamente a "disperare" - anche se lo scetticismo era diffuso da tempo - lo si vede dalla consueta ricerca del capro espiatorio: in questo caso si tratta (e su questo sono concordi a destra e a sinistra) di Forza Italia, che d'altronde non ha mancato, almeno in alcuni suoi esponenti, di palesare anche in passato il suo scetticismo. Ora che la Prima Commissione ha ripreso, dopo una pausa di quasi sei mesi, a dibattere sul provvedimento, Forza Italia è accusata, soprattutto, di insistere perché ai lavori della stessa Commissione prendano parte i titolari della Farnesina e del Viminale.

In apertura di seduta è stata il presidente della Commissione, senatore Villone, a riassumere i principali problemi emersi nelle precedente seduta: dalla mancata approvazione del disegno di legge per l'assunzione di 250 contrattisti alla ripartizione in grandi zone geografiche della Circoscrizione Estero (sicuramente avversata da Canada e Australia) e all'esigenza di concludere intese con i paesi di residenza dei connazionali. Altri problemi sono stati evidenziati dl senatore Minardo e dal senatore Pastore, in particolare quello dell'incerta individuazione dei cittadini elettori, a causa della divergenza dei dati dell'AIRE rispetto a quelli contenuti nelle anagrafi consolari.

La senatrice Pasquali ha invece sollecitato l'esame del provvedimento e la presentazione di emendamenti all'ultima stesura del "testo unificato", mentre per l'assunzione dei contrattisti ritiene che si potrebbe provvedere attraverso un decreto-legge. Questo per evitare negative ripercussioni all'estero, dopo le assicurazioni date in sede di Prima Conferenza degli italiani nel mondo. Su questa esigenza ha concordato la relatrice D'Alessandro Prisco, che ha auspicato la presentazione di emendamenti da parte del Governo, preannunciando proposte al riguardo da parte sua. Anche il presidente Villone aveva annunciato la presentazione, insieme al senatore Corrao, di una serie di emendamenti migliorativi al testo unificato.

Il senatore Schifani ha infine ribadito, a nome del gruppo di Forza Italia, l'esigenza che ai lavori della Commissione prendano parte i responsabili dei dicasteri dell'Interno e degli Esteri. Quindi l'esame del provvedimento è stato rinviato alla seduta di martedì 30 gennaio. Il presidente Villone ha avvertito che con la convocazione anche di sedute supplementari rispetto alla ordinaria programmazione, si procederà alla votazione degli emendamenti al testo elaborato dalla relatrice (Inform)


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