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INFORM - N. 18 - 24 gennaio 2001

La conservazione del Patrimonio culturale del bacino del Mediterraneo un dovere civile e un’opportunità di sviluppo per l'Italia

ALGERI - E’ innegabile come, lentamente, la pubblica opinione e le classi politiche acquistino consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale, non solo come necessità di conservazione di documenti storici e testi (nella più ampia accezione) per le generazioni future, ma anche come opportunità di valorizzazione sotto il profilo economico.

L’ultima rivoluzione industriale, con l’esplosione delle tecnologie basate sull’informazione e la riduzione delle distanze su scale planetaria se, da una parte, ha ridislocato le imprese basate sulla produzione con gravi danni per alcuni settori delle economie occidentali, ha, dall’altra, ricreato nuove forme di impresa e reso più fruibile e conosciuto il patrimonio culturale mondiale con particolare riferimento a quello monumentale ed archeologico.

Si crea così una importante opportunità di riutilizzo economico dei patrimoni, sia sotto il profilo della loro ricerca e conservazione, che sotto quello della fruizione reale (turismo) e virtuale (information technology). L’Italia ha, indubbiamente, il più grande patrimonio monumentale di tutto il pianeta, non solo per il suo passato di civiltà, ma anche per il suo presente di concentrazione di capacità accademica e di ricerca. Il patrimonio monumentale italiano va visto anche in un ottica più allargata di quella pertinente ai suoi confini geografici, vale a dire nella sua area geografica d’influenza storica: il bacino del Mediterraneo.

Ad esempio, l’arco che va dal Marocco all’Asia Minore ha sicuramente un complesso di monumenti romani già scoperti e da scoprire di gran lunga superiore a tutti quelli reperibili sul territorio italiano, per ovvi motivi storici.

Contribuire a valorizzare questo patrimonio costituisce un’opportunità da molti punti di vista:

culturale: i percorsi storici di evoluzione del pensiero nelle sue manifestazioni architettoniche (gli edifici riflettono il loro uso e le impostazioni di pensiero del periodo) possono essere meglio studiati su monumenti integri che su monumenti rovinati o rimaneggiati nei secoli;

politico: creare opportunità di sviluppo economico in certi paesi contribuisce ad attenuare la pressione all’emigrazione in Europa, e fatalmente, in Italia;

economico: l’esportazione di tecnologie di ricerca, recupero, valorizzazione e fruizione costituisce una possibilità di sviluppo di imprese italiane.

Quanto sopra evidenzia solo alcuni punti salienti e macroscopici del tema, senza contare, tanto per citare un altro punto, la possibilità di formare personale locale sia indigeno che di origine italiana. (Franco Santellocco*-Inform)

* Consigliere del CGIE per l'Africa (escluso il Sud Africa), Presidente della V Commissione del CGIE.


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