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INFORM - N. 18 - 24 gennaio 2001

Voto all'estero: sempre più problematica la partecipazione alle prossime elezioni. I sottosegretari Danieli e Lavagnini rilevano l'incompatibilità del "testo unificato" con i ristretti tempi a disposizione

ROMA - Per la partecipazione dei connazionali all'estero alle elezioni della prossima primavera si sta per gettare la spugna? In effetti, gli interventi dei sottosegretari agli Esteri Dianeli e all'Interno Lavagnini alla Commissione Affari Costituzionali del Senato hanno, se possibile, accresciuto il pessimismo.

Danieli ha iniziato il suo intervento rilevando che il nuovo testo unificato proposto dalla relatrice Franca D'Alessandro Prisco suscita una serie di perplessità, in primo luogo quanto ai tempi e alle scadenze che esso prevede. Ed ha aggiunto subito dopo che già in occasione della prima Conferenza degli italiani nel mondo era stata sottolineata l'esigenza di approvare la "legge ordinaria" entro il 2000 e al contempo la necessità di provvedere a una rapida definizione del disegno di legge relativo all'assunzione di 250 contrattisti per aggiornare le anagrafi consolari.

Dal canto suo, il sottosegretario all'Interno Lavagnini ha rilevato che l'applicazione della normativa contenuta nel testo unificato potrebbe presentare alcuni inconvenienti nella sua prima applicazione: da un lato per la difficoltà di assicurare la correttezza del voto per corrispondenza, che necessita di una serie di operazioni di verifica, dall'altro per la scarsità del tempo a disposizione.

L'on. Danieli si è soffermato sul problema dei tempi necessari per l'approntamento delle strutture e per l'attuazione delle procedure da parte della rete diplomatica e consolare. Si tratta di stampare circa 3 milioni di cartoline per l'opzione cui devono essere apposti gli indirizzi dei cittadini italiani residenti all'estero e dei relativi consolati. Occorre poi predisporre il materiale elettorale (dalle schede, agli elenchi delle liste dei candidati che vanno confezionati in plichi da indirizzare ai singoli elettori), predisporre la documentazione di accompagnamento di tutto questo materiale. Si tratta poi di concludere le intese con i Governi interessati per regolare lo svolgimento in loco della campagna elettorale, cui dovrà seguire un comunicato governativo da pubblicare nella Gazzetta ufficiale.

Un altro problema è rappresentato dalla ripartizione in più aree geografiche della circoscrizione Estero, ripartizione che sicuramente aumenta il lavoro organizzativo ed allunga di una o due settimane i tempi del procedimento, occorrendo stampare elenchi differenti per ciascuna delle ripartizioni. Danieli ha inoltre ricordato che i Governi australiano e canadese hanno a suo tempo informalmente sciolto le loro riserve sulla partecipazione delle rispettive comunità italiane alle operazioni di voto per corrispondenza, soltanto a seguito delle assicurazioni loro date dal Governo italiano circa l'istituzione di un'unica circoscrizione Estero.

Il sottosegretario Lavagnini ha rilevato a sua volta la difficoltà di individuare in modo esatto il corpo elettorale, con particolare riguardo ai nominativi e agli indirizzi dei cittadini residenti all'estero aventi diritto al voto; altrimenti, si potrebbe ripristinare il sistema previsto nella precedente stesura del testo che stabiliva l'esercizio della facoltà di opzione e la presentazione della domanda d'iscrizione nell'elenco tenuto dal ministero dell'Interno per gli elettori che avessero scelto il voto per corrispondenza. D'altronde, la richiesta di opzione per l'esercizio del voto potrebbe determinare una disparità di trattamento riguardo ai cittadini italiani residenti nel territorio nazionale, che invece non devono fare alcuna domanda.

Un altro aspetto problematico riguarda le modalità e i termini procedurali previsti nel disegno di legge, che appaiono di difficile compatibilità con i tempi a disposizione per le prossime elezioni politiche. Ad esempio, il termine previsto dal comma 3 dell'articolo 4 del testo unificato predisposto dalla relatrice verrebbe a cadere il prossimo 8 febbraio e potrebbe essere ridotto solo con difficoltà, tenuto conto degli ulteriori adempimenti richiesti. Quanto alla ripartizione della circoscrizione Estero in grandi aree geografiche, ha osservato che appare necessario fissare i criteri di assegnazione dei seggi, che potrebbero essere individuati con riferimento alla popolazione italiana residente nei vari paesi.

Dopo aver evidenziato la necessità di apportare varie altre modifiche al testo unificato, Lavagnini ha sottolineato l'esigenza di coordinare le disposizioni del provvedimento in esame con la disciplina del procedimento elettorale stabilita per l'elezione delle due Camere sul territorio nazionale. Occorre infatti rivedere quest'ultima normativa non solo nella parte relativa alla ripartizione dei seggi della quota proporzionale, ma anche per quanto riguarda i termini previsti per l'espletamento delle operazioni che precedono le votazioni: essi appaiono difficilmente compatibili con le esigenze poste dallo svolgimento delle operazioni necessarie per consentire il voto dei cittadini italiani residenti all'estero.

Insomma, dagli interventi dei due sottosegretari sono emersi problemi che appaiono difficilmente risolvibili nel poco tempo a disposizione. Difficoltà che i successivi interventi dei componenti la Ccommissione non hanno certo contribuito ad alleggerire.

Dal senatore Corrao è venuta la richiesta implicita che le intese siano concluse con tutti i paesi in cui risiedono cittadini italiani, il che lo stesso presidente Villone ha detto di non ritenere obiettivamente possibile. Secondo il senatore Schifani, dai rappresentanti del Governo sono emersi elementi che denotano un ritardo ormai irrecuperabile nei tempi di approvazione della legge. Inoltre, la limitazione dell'elettorato passivo ai soli cittadini residenti all'estero appare assai discutibile e costituisce a suo avviso una limitazione dei diritti costituzionalmente garantiti.

Per il senatore Besostri la questione principale riguarda i tempi connessi agli adempimenti necessari: in base all'articolo 61 della Costituzione le prossime elezioni politiche potrebbero svolgersi fino al 16 luglio. A suo avviso, dunque, se si reputa importante assicurare l'esercizio del diritto di voto ai cittadini residenti all'estero i termini del procedimento possono essere articolati tenendo presente quella data.

Il senatore D'Onofrio ha posto il problema del coordinamento dei diversi procedimenti elettorali, secondo che si voti in Italia o all'estero. Egli ritiene che sarebbe opportuno considerare la necessità di prevedere lo svolgimento delle elezioni all'estero in un momento diverso, anticipato rispetto al voto in Italia, fermo restando che i risultati di quei voti sarebbero resi noti insieme agli altri.

Infine, il senatore Andreolli ha rilevato negli interventi dei rappresentanti del Governo la manifestazione palese di tutti quei dubbi che già da tempo circondavano l'applicabilità in concreto, sin dalle prossime elezioni, delle nuove norme costituzionali. (Inform)


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