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INFORM - N. 17 - 23 gennaio 2001

Il voto all'estero sulle prime pagine dei giornali italiani

"Ma che peccato rivotare male"… Sartori ribadisce la sua opinione sulla circoscrizione Estero: "un macchinoso e discutibilissimo progetto"

ROMA - La questione dell'esercizio del voto all'estero continua ad apparire sulle prime pagine del giornali italiani. Un editoriale di Piero Ostellino sul "Sole 24 Ore" di martedì 23 gennaio, affronta, assieme alle altre questioni cruciali di questa fine legislatura (conflitto d’interessi, federalismo…), anche quella del voto degli italiani all’estero.

"Il 18 ottobre scorso - scrive Ostellino - la Camera ha approvato la legge costituzionale che istituisce una (molto discussa) circoscrizione elettorale per l’elezione in Parlamento di sei senatori e dodici deputati da parte degli italiani residenti all’estero. La prima commissione del Senato ha ripreso giovedì l’esame della legge ordinaria attuativa, inserita in precedenza nella riforma elettorale tra le proteste della Casa delle Libertà. Ripreso il normale iter, non poche, spiega Villone, sono ora le difficoltà tecniche. Per ottenere chiarimenti sulle complesse modalità attuative, su richiesta di FI la commissione ha deciso l’audizione dei ministri di Interno ed Esteri. Il rischio di non chiudere in tempo per le prossime elezioni esiste ed è sottolineato in particolare da AN e dalla stessa relatrice diessina Franca D’Alessandro Prisco".

Sul "Corriere della Sera" è invece il professor Giovanni Sartori, politilogo, a ribadire i suoi convincimenti in materia di esercizio del voto all'estero. Riferendosi a quanto affermato da Sergio Romano sul "Corriere" del 17 gennaio, riguardo ai cinque problemi di fine legislatura (riforma elettorale, federalismo, pacchetto sicurezza, conflitto d'interessi, voto degli italiani all'estero), Sartori afferma che "non sono tutti e cinque problemi della stessa importanza", sgombrando subito il terreno dalla questione voto.

"Per esempio - scrive infatti Sartori - è scandaloso che il voto degli italiani all'estero sia ancora in gestazione, visto che lo si poteva attuare già da 50 anni consentendo il voto postale. Invece ci siamo impantanati, a mio avviso, in un macchinoso e discutibilissimo progetto Tremaglia che lascia il tempo che trova". Ed aggiunge: "Ma è importante che i quattro problemi restanti vengano risolti in questa legiuslatura, oppure sarebbe meglio rinviarli?", eccetera, eccetera. (Inform)

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