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INFORM - N. 16 - 22 gennaio 2001

Sul Messaggero di sant'Antonio l'editoriale di Padre Luciano Segafreddo

Due Italie interattive: la formazione e gli scambi culturali hanno bisogno di continuità

Occorrono idee, progetti e strategie per coltivare e sfruttare l’italianità nel mondo, a partire dai giovani.

PADOVA - In un incontro tenutosi recentemente a Padova sul tema "Comunicazione e mondo dell’emigrazione", dopo aver sviluppato l’idea che la realtà dell’altra Italia è un potenziale d’aggregazione e di sviluppo, ha chiesto la parola una giovane argentina di Rosario, di origine italiana, che aveva appena terminato un master all’Università di Padova. "Sono grata all’associazione "Padovani nel mondo" e alla Regione del Veneto per quest’arricchimento alla mia professione e alla mia cultura. Ma tornando in Argentina con tanta voglia d’italianità, come posso investire il patrimonio di studio e di rapporti vissuti in questi mesi in Italia? Ci sono prospettive e punti di riferimento per continuare la mia esperienza?". Un intervento, quello della giovane avvocato di Rosario, che conferma quanto è stato ribadito anche in occasione della Prima Conferenza degli italiani nel mondo di Roma. L’altra Italia non può essere relegata alle "memorie", né essere solo una risorsa in termini economici: è un patrimonio di valori, idee ed esperienze per i Paesi ospitanti e per la madrepatria; un potenziale di rapporti culturali e sociali, vissuto dalle singole persone ma anche dalle comunità italiane che dall’estero mantengono un vivo legame con le regioni d’origine.

Non basta offrire ai giovani discendenti di italiani la possibilità di conoscere la terra delle origini, meglio ancora offrire la partecipazione a stage formativi e aziendali, master di perfezionamento presso università italiane. In un momento in cui tante associazioni italiane all’estero sono in crisi, perché incapaci d’inserire responsabilmente dei giovani con idee e nuove strategie che ne garantiscano la continuità, si devono – come ha sottolineato il sottosegretario Danieli alla Conferenza di Roma – "inventare nuove iniziative, nuove forme aggregative, nuovi linguaggi, come, ad esempio, il giornale telematico in cui questi giovani d’origine italiana possano creare contatti con altri coetanei aventi le stesse origini e residenti in qualsiasi parte del mondo. Se non ci apriremo a queste nuove scelte, questi giovani li perderemo e con essi il futuro dell’italianità nel mondo". Le regioni italiane si sono già accorte delle nuove frontiere che Internet sta aprendo per incrementare i rapporti con i giovani corregionali all’estero, culturalmente più preparati ad avvalersi delle nuove tecnologie. In questa prospettiva, si possono aprire siti o forum gestiti dai giovani in Italia e all’estero: vere palestre d’informazioni e d’interscambi di proposte operative.

Nella relazione finale della Conferenza dei giovani d’origine italiana (Campobasso 9-10 dicembre 2000), le richieste hanno riguardato le strategie per il recupero dell’identità e della cultura italiana nel mondo; la formazione professionale e il ruolo dell’informazione. La domanda prioritaria riguarda però la nuova legge per l’acquisizione e il riacquisto della cittadinanza italiana senza limitazioni di tempo e tenendo presenti le specifiche realtà locali relative ai vari Paesi: quali la possibilità della doppia cittadinanza; l’eliminazione della discriminazione verso le donne che non possono trasmettere la cittadinanza italiana ai propri figli nati prima del 1948; l’eliminazione della vergognosa e discriminante situazione che penalizza i figli maggiorenni che sono impossibilitati ad acquisire la cittadinanza dopo che i loro genitori l’abbiano ottenuta.

A questi giovani oriundi che chiedono maggiori investimenti per la loro formazione culturale e professionale; rapporti costruttivi con l’Italia, riacquistandone per chi lo desidera anche la cittadinanza, Governo, Parlamento e istituzioni italiane devono allora rispondere con programmi organici e continuativi; con iniziative mirate allo sviluppo degli interscambi e a un’informazione a due vie. Solo così renderemo interattive le due Italie, aiutando i giovani discendenti d’italiani all’estero a mantenere vive le loro radici e la coscienza di appartenere a un’identità e a una cultura di cui desiderano divenire protagonisti. (Luciano Segafreddo-Messaggero di sant'Antonio/Inform)


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