* INFORM *

INFORM - N. 16 - 22 gennaio 2001

"Egregio Presidente della Repubblica Italiana, niente elezioni senza voto all'estero!"

FRANCOFORTE - Con questo titolo si apre il Webgiornale (www.webgiornale.de) del 22 gennaio. L'occasione è data dalla pubblicazione di una lettera di Giuseppe Tizza membro del Consiglio degli stranieri di Düsseldorf, al Presidente Ciampi. Scrive, tra l'altro, il signor Tizza: "Egregio Signor Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, Il voto per gli italiani all'estero rappresenta oggi lo specchio della credibilità che lo Stato Italiano riesce a dare ai suoi 'ambasciatori di italianità'. L'importanza degli italiani all'estero, e di conseguenza l'immagina che l'Italia dà di sé, dipende da questo voto…".

"Lo Stato italiano deve sia dal punto di vista morale che civile, ma soprattutto finanziario, il voto agli italiani all'estero. Le loro rimesse sono state e continuano ad essere un fattore rilevante, sia per la bilancia dei pagamenti con l'estero che per l'andamento dei cambi della lira. L'Italia ha speso e continua a spendere per gli italiani all'estero una cifra irrisoria rispetto ai vantaggi economici che ne ha avuto. Sono convinto che farà di tutto affinché gli italiani all'estero escano dalle cabine di terza classe dei piroscafi che li portavano oltremare, dal dimenticatoio della storia e diventino dei protagonisti a tutti gli effetti".

Fin qui la lettera del connazionale di Düsseldorf, a cui il direttore del Webgiornale, Tobia Bassanelli, fa seguire questo commento: "Quante volte sono stato tentato anch'io di scrivere al Presidente della Repubblica. Per chiedergli una cosa sola: di dire chiaramente ad ambedue i Poli - se ancora non l'avessero capito, dopo tutti i segnali che ha mandato, anche nel discorso di fine anno -, in particolare al polo che da mesi continua a chiedere elezioni anticipate (quello di Berlusconi, il centro-destra), che non scioglierà le Camere per le consultazioni elettorali finché il Parlamento (o il Governo, se necessario, con un decreto legge come chiede Tremaglia) non avrà definitivamente varato la legge che prevede l'esercizio del voto all'estero. Che al centro-destra (se si esclude Tremaglia ed i rappresentanti dell'estero) non interessi per niente il voto dei residenti all'estero, lo avevamo capito da tempo (con le elezioni anticipate sarebbe già andato tutto a farsi friggere). Berlusconi - e rispettiva corte, cui ora si sono aggiunti vecchi predatori di Stato, il peggio del socialismo italiano - vuole le elezioni al più presto possibile, cioè il 22 aprile? Faccia di tutto perché votiamo anche noi, e allora ogni data è buona, anche se l'abbinamento tra politiche e amministrative sarebbe la data ideale, per motivi di risparmio e per non strapazzare troppo i cittadini con continue chiamate alle urne". (de.it.press/Inform)


Vai a: