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INFORM - N. 16 - 22 gennaio 2001

Tremaglia sulla legge ordinaria: la ripartizione per grandi aree geografiche della Circoscrizione Estero provocherebbe le reazioni negative di Canada e Australia

ROMA - "Non vogliono far passare la legge ordinaria per il voto degli italiani all’estero. E' una autentica vergogna e uno scandalo internazionale. Il disegno di legge per attuare il voto all’estero è stato fermo dal 20 luglio 2000 al Senato. La maggioranza ci deve spiegare perché. Ma si capisce bene, perché in questo modo salta tutto".

Il centrosinistra - spiega Tremaglia - ha ribadito nel nuovo testo che vuole più ripartizioni corrispondenti a grandi aree geografiche. Questo è un deliberato atto contro l'articolo 48 della Costituzione, che vuole la Circoscrizione Estero unica, non le circoscrizioni. Questo fatto provoca una grave reazione negativa di alcuni Stati come Canada e Australia. Nel nuovo testo, inoltre, vengono eliminate le associazioni dell’emigrazione all’art. 8 - ed è gravissimo - per dare spazio solo ai partiti.

Iniziata la discussione in Commissione Affari Costituzionali martedì 16 gennaio sull’ordine dei lavori- prosegue il parlamentare di AN - mercoledì si è parlato del nuovo testo e si è rinviata a martedì 23 gennaio la data di scadenza per proporre nuovi emendamenti. Ci si è rifiutati di continuare il giorno dopo, perché non vi era la relazione tecnica da parte del Ministero degli Esteri. Nel frattempo Forza Italia ha chiesto l’audizione dei Ministri dell’Interno e degli Esteri che è stata fissata per mercoledì 24 gennaio. E questo è un errore. Quindi, non si sa dove andremo a finire ma, con questo sistema, si allontana sempre di più la possibilità di far votare gli italiani all’estero alle prossime elezioni politiche.

In conclusione, la maggioranza continua nel rinvio e Forza Italia ha commesso il grave errore di dare la possibilità di prolungare questo iter. Totalmente inutile questa ultima operazione, perché se si tratta della fattibilità anche per quanto riguarda l’assunzione dei contrattisti che doveva avvenire nel novembre 2000, denunciamo che le lungaggini parlamentari possono essere superate con la decisione del Ministero degli Esteri di fare un decreto legge che sarebbe immediatamente eseguibile.

Da tutte le parti del mondo arrivano proteste per questi comportamenti che sono anche delle trappole nelle quali è caduto qualche nostro amico. O si rimedia subito - conclude Tremaglia - , o il sogno dei nostri connazionali finisce qui. Ci appelliamo al Capo dello Stato e ai Presidenti del Senato e della Camera. (Inform)


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