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INFORM - N. 15 - 19 gennaio 2001

Secondo Rapporto sull'integrazione degli immigrati in Italia

E' sempre la criminalità la maggiore preoccupazione degli italiani

ROMA - Giunto ormai alla sua seconda edizione, il "Rapporto sull'integrazione degli immigrati in Italia", curato dalla Dottoressa Giovanna Zincone del Dipartimento Affari Sociali - Presidenza Consiglio dei Ministri, è diventato un appuntamento molto atteso da tutti gli addetti ai lavori che possono, in questo modo, disporre di un sussidio indispensabile per conoscere l'evoluzione dell'integrazione degli stranieri presenti in Italia.

In questo secondo rapporto viene ripresa la definizione di integrazione come tutela dell'integrità della persona e come "costruzione di relazioni non troppo conflittuali fra italiani e immigrati". Un primo bilancio indica il popolo italiano come sostanzialmente tollerante, nonostante le numerose manifestazioni alle quale abbiamo assistito durante l'anno passato, non ultima la presa di posizione di alcuni settori della Chiesa riguardo l'Islam e le marce, in alcune città del Nord, organizzate per protestare contro la presenza di stranieri sul nostro territorio.

A questo proposito un sondaggio svolto dalla stessa Commissione in collaborazione con l'ISPO, ha messo in evidenza come solo il 32,3% degli intervistati giudichi alcune pratiche religiose una minaccia culturale, contro, invece, l'83,2% che ritiene non necessaria la rinuncia alla propria cultura per una corretta integrazione. Atri dati confortanti sono quelli relativi all'inserimento lavorativo: il 72% degli intervistati ha dichiarato che si sentirebbe disturbato nel constatare il mancato avanzamento di carriera a causa della cittadinanza non italiana e il 56% è favorevole al ricongiungimento dopo un periodo uguale od inferiore ad un anno.

Come era facile immaginare, l'apertura degli italiani mostra segni di cedimento nel momento in cui si richiede un diretto coinvolgimento personale come nel caso del matrimonio, soprattutto dei figli, rispetto al quale ben il 61,1% si è dichiarato contrario. Peraltro da una ricerca della Next-Commissione per l'Integrazione è risultato che gli stranieri non sono altrettanto favorevoli alle unioni miste poiché considerano gli italiani "troppo dominati dalle donne, poco capaci di educare i figli, troppo tiepidi nella religione, troppo legati alla famiglia, consumisti".

La questione lavoro sembra ormai non essere più un elemento conflittuale dal momento che il 70,9% degli intervistati ha dichiarato che gli stranieri fanno il lavoro rifiutato dagli italiani e per questo non ci tolgono il lavoro (69,1%).

Nonostante qualche lieve segno in controtendenza, tuttavia la criminalità rimane la maggiore preoccupazione degli italiani e non solo, visto che anche gli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese vedono nelle varie forme di attività criminale perpetrate dai loro connazionali un pericolo reale per la loro integrazione.

Infine, da un'ulteriore ricerca svolta per la Commissione da A.Me.Cu, risulta che gli immigrati considerano il nostro Paese poco attraente per la diffusa pratica di discriminazioni. (Oliviero Forti-Inform)


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