* INFORM *

INFORM - N. 14 - 18 gennaio 2001

Uranio"riciclato" nei proiettili utilizzati in Kosovo

ZURIGO - C’è un profondo senso di disgusto che ti assale nelle notti di questo gennaio. E’ il senso di umanità che cerca di farsi spazio nel rumore mediatico e non riesce a fare a meno di "disgustarsi" dinanzi all’evidente paradosso : la guerra che torna. Torna in altro stile, in altre immagini, ma torna a dimostrarti che non è mai andata via. Un ragazzo ha gli occhi arrossati da lacrime ed implora di non essere abbandonato: è un soldato, ha la leucemia. Vuol capire, cerca un perché, si cura, afferra brandelli di futuro che una guerra gli ha tolto anzitempo. Un bimbo ammonisce dalla sua foto, deformato nel corpo: è figlio di una sindrome, catalogato nella statistica. Uno stratega invita a non perdere la calma e rifugiandosi nei numeri, ci invita a comprendere che è normale: è un pazzo, crede nella necessità della guerra e ne difende anche l’indifendibile. Un generale stringe la sua testa tra le spalline è ha disegnato nel volto, l’umore di chi non ci sta, non ci sta più. Scarni gli accenni a stare tranquilli, forte il pensiero ai civili che tra le polveri del Kosovo ballano con la morte.

La guerra è uscita fuori, nella sua fase più tremenda; meno pirotecnica forse ma più terribile. La guerra non vola solo nei cieli, ma penetra la terra, la violenta, la deforma. Ti toglie il fiato di notte, si insinua dentro e vi rimane per l’eternità. Questo sembra insegnarci questo gennaio dalle prime pagine tinte di uranio, sbiadite dalle menzogne, affollate dall’ipocrisia. Lo sapevate! Lo sapevamo tutti ! Lo avete detto, lo abbiamo ascoltato tutti. L’uso e la presenza dell’uranio era cosa nota. Gli effetti deleteri anche. Ed oggi , con disgusto, cari signori della guerra, cari strateghi militari e civili, vi osserviamo mentre con l’imbarazzo dei perdenti, affermate che con la guerra non si vince mai ma si perde comunque. Spiegateci il perché dell’uso di armi e munizioni che estrinsecano il loro potere distruttivi per l’eternità. Spiegateci, da bravi esperti, perché per milioni di anni, l’uranio inquinerà la terra contaminata. Trovate un senso , logico o quanto meno un qualsiasi motivo per giustificare tutto ciò.

L’uranio costa meno del piombo! Bella spiegazione, davvero confortante e soprattutto disgustosa. Poi il laboratorio chimico atomico di Spiez in Svizzera, rivela che vi è nei proiettili sparati in Kosovo anche uranio proveniente dalle centrali nucleari (236U) ed allora ci accorgiamo che costa ancora meno; perché invece di smaltirlo ad alti costi lo si è riversato in grande quantità nei Balcani. Ancora disgustoso. Questo emerge dai coraggiosi reportage della televisione svizzera, che dando prova di una grande correttezza informativa ha intervistato i responsabili del laboratorio che ha effettuato le analisi sui proiettili all’uranio ritrovati in Kosovo. La guerra torna cupa, ed ha il colore della vergogna. La guerra non ci piace, converrà ricordarselo quando qualcuno cercherà di spiegarci che è inevitabile o giusta.

Bambini del Kosovo circondano carcasse di carri armati, giocano tra lamiere contorte, e sfidano la vita nei campi disseminati di mine. Il terzo millennio comincia così, colorato di uranio; per ora non si può che registrare disgusto.(Massimo Pillera-Inform)


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