* INFORM *

INFORM - N. 14 - 18 gennaio 2001

Editoriale di Michele Moceri (CGIE) su FUORI@PAESE, Caracas

Voto degli italiani all'estero. Anche se ridotte al lumicino, ancora non si sono perse le speranze

CARACAS - Dopo la rinuncia della maggioranza di governo ad insistere nella approvazione di una nuova legge elettorale, si apre uno spiraglio di luce per la legge ordinaria che renderà operativo l’esercizio del diritto di voto per gli Italiani residenti all’estero. Apparentemente, nelle intenzioni della maggioranza c’è la volontà di procedere a far riprendere l’iter della legge nella Commissione Affari Costituzionali del Senato. L’idea di inserire la legge ordinaria per la pratica attuazione dei modificati articoli 48, 56 e 57 della Costituzione, era apparsa subito ricattatoria, cioè fatta per costringere l’opposizione a votare una nuova legge elettorale, manifestatamente iniqua, in cambio della possibilità che gli Italiani che vivono all’estero potessero votare ed eleggere i propri rappresentanti. Vista l’impossibilità di far passare la nuova legge elettorale e costretta quindi a fare marcia indietro su questa riforma, la maggioranza di governo sembra che sia disposta ad appoggiare l’approvazione della legge ordinaria, utilizzando il suo naturale percorso.

Il Senatore Gavino Angius, capogruppo dei DS, ha dichiarato: "Passeremo ora a verificare, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, se c’è spazio per approvare almeno il disegno di legge che consentirà l’esercizio di voto ai connazionali residenti all’estero. Siamo convinti che i nostri connazionali all’estero debbano votare fin dalla prossima primavera". Il Senatore Alfredo Mantica, Vice-Presidente del gruppo di Alleanza Nazionale al Senato ha dichiarato: "Si devono immediatamente discutere in Commissione le norme che consentono agli Italiani all’estero di votare sin dalle prossime elezioni politiche, anche per gli impegni che il Presidente della Repubblica ha assunto con le nostre Comunità all’estero. Non voglio credere che il Centrosinistra abbia voluto utilizzare questa materia come arma di ricatto verso il Polo, cercando di inserire le norme attuative nel disegno di legge sulla legge elettorale che è stato archiviato. Pertanto ribadiamo l’invito ad esaminare subito in Commissione quelle norme che consentono agli Italiani che vivono fuori dalla Patria di votare sin dalle prossime elezioni".

Ed in effetti subito dopo che il Senato della Repubblica ha definitivamente, per questa legislatura, messo fine alla discussione sulla nuova legge elettorale, si è riunita la Commissione Affari Costituzionali del Senato dove la Senatrice Franca D’Alessandro Prisco, relatrice della legge ordinaria sull’esercizio di voto degli Italiani all’estero, ha auspicato una rapida e favorevole soluzione. La Sen. Adriana Pasquali, Vice-Presidente della Commissione, così come i Senatori Andreoli, Schifani, Besostri e Rotelli, componenti della Commissione, si sono dichiarati in linea di principio d’accordo con la proposta della relatrice D’Alessandro Prisco. Solo il Presidente Villone ha parlato di approfondimento adeguato.

Sembra, quindi, che non tutte le speranze siano ormai perdute. Anche se molto ristretti, i tempi ci sono ancora, e dobbiamo anche sottolineare che, molto saggiamente, il Presidente della Repubblica non ha parlato di data certa di elezioni, ha solo detto che si voterà a primavera e la primavera che comincia il 21 marzo finisce a giugno inoltrato, quasi a significare che un mese prima o un mese dopo non significa proprio niente, se questo può tornare utile ad un nobile scopo. E quale scopo è più nobile di quello di riconoscere un diritto dopo 50 anni di promesse. (Michele Moceri*-Fuori@Paese/Inform)

* CGIE Venezuela, Presidente del Comites di Caracas


Vai a: