* INFORM *

INFORM - N. 14 - 18 gennaio 2001

I Consites sono ormai vicini: Passa al Senato per il sì definitivo la riforma dei Comites

ROMA - Il Parlamento italiano, nell'ultimo stralcio della legislatura, torna ad occuparsi degli italiani all'estero. In contemporanea con la ripresa dell'esame della "legge ordinaria" per il voto all'estero da parte della Prima Commissione del Senato, l'Aula di Montecitorio ha approvato il disegno di legge di riforma dei Comites, un provvedimento che i due rami del Parlamento si sono palleggiati per anni e che ora torna al Senato (si spera) per il sì definitivo. Infatti il disegno di legge sulla "Istituzione dei Consigli degli italiani all'estero", già approvato dalla Camera il 9 giugno 1998, venne approvato con modificazioni dal Senato il 7 aprile 1999, ed ora è stato nuovamente approvato dalla Camera (con un'unica insignificante seppur necessaria modifica) il 17 gennaio di quest'anno.

Sottoposti a votazione sono stati, a norma di regolamento, i soli articoli modificati dal Senato (6, 7, 9, 11, 12, 29 e 30). Di questi ne è stato modificato solo uno, il 29, concernente la copertura finanziaria: è stato stabilito che "all'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 5 della presente legge, valutato in lire 2 miliardi annue a decorrere dall'anno 2001, si provvede, per gli anni 2001, 2002 e 2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica per l'anno 2001, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli Affari Esteri".

Esaurita nella seduta dell'11 dicembre scorso, proprio nel giorno dell'apertura della Prima Conferenza degli italiani nel mondo, un'anodina discussione generale in Aula (che definiremmo spassosa se non temessimo di offendere il Parlamento), il 17 gennaio si sono approvati i singoli articoli e poi si è passati alle dichiarazioni di voto.

L'on Amoruso (AN) ha ricordato che l'approvazione del provvedimento è stata "sollecitata da tutti durante la Prima Conferenza mondiale degli italiani nel mondo" e che la trasformazione dei Comites in Consites "serve a creare quella maggiore collegialità con le nostre autorità diplomatiche e consolari, utile per valutare zona per zona le cose importanti da fare e le esigenze dei nostri connazionali all'estero".

"Ecco perché - ha aggiunto - con le variazioni che il Senato ha apportato il 7 aprile e sulle quali abbiamo concordato pienamente in Commissione, oggi approviamo questa richiesta di riforma che ci è venuta dal Consiglio generale degli italiani all'estero e che certamente assume un valore positivo dopo la riforma stessa del Consiglio generale".

A sua volta, l'on. Nicolini (Forza Italia) ha detto che "non solo questo provvedimento è fermo dal 1999, ma siamo ormai già alla terza lettura e, quindi, penso non vi siano dubbi sulla necessità di approvarlo quanto prima, anche perché vorremmo che questo passaggio dai Comites ai Consites fosse un benaugurante motivo affinché Camera e Senato riescano in tempi brevi ad approvare anche la legge elettorale per gli italiani all'estero. Abbiamo approvato tutta una serie di ; manca soltanto l'ultimo e speriamo che dall'approvazione rapida di questa riforma - ha concluso - si arrivi anche all'esercizio effettivo del diritto di voto degli italiani all'estero, che è quanto ci stanno chiedendo i nostri connazionali".

Esaurite con questi due interventi le dichiarazioni sul complesso del provvedimento, si è passati alla votazione finale: presenti 309, votanti 293, astenuti 16, hanno votato sì 292 deputati, solo uno si è dichiarato contrario.

E così anche questa riforma - da alcuni, all'estero, giudicata già "vecchia" - è sulla dirittura d'arrivo: poiché, in sostanza, il testo del Senato è rimasto immutato, l'unica difficoltà dovrebbe essere quella di trovare uno spazio in Commissione Esteri per l'esame, magari in sede deliberante. (Inform)


Vai a: