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INFORM - N. 13 - 17 gennaio 2001

Ripreso alla Commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame delle norme di attuazione del voto all'estero.

Il testo unificato è stato modificato per venire incontro alle attese delle comunità all'estero, ma aumentano le perplessità e si allungano i tempi per l'approvazione.

ROMA - Dopo la rinuncia da parte della maggioranza di centro sinistra al tentativo di portare in porto la riforma della legge elettorale (inserendo nel testo anche le norme di attuazione del voto all'estero) alla Commissione Affari Costituzionali del Senato è ripreso l'esame congiunto dei disegni di legge relativi alla cosiddetta "legge ordinaria", esame sospeso nell'ormai lontano 13 luglio 2000.

La relatrice Franca D'Alessandro Prisco ha illustrato una nuova proposta di testo unificato, che ha redatto alla luce dei confronti da lei avuti con le rappresentanze dei cittadini italiani all'estero in occasione della Prima Conferenza degli italiani all'estero, L'articolo 1 è stato integralmente riformulato chiarendo che il voto può essere espresso alternativamente per corrispondenza o, in Italia, presso la sezione elettorale nelle cui liste sono iscritti i cittadini italiani residenti all'estero. All'articolo 4, al primo comma, è stato chiarito che l'opzione per il voto in Italia deve essere comunicata dall'elettore agli uffici consolari. Sono stati inoltre abbreviati i termini originariamente previsti per gli adempimenti necessari per garantire agli elettori residenti all'estero l'esercizio del voto per corrispondenza, in considerazione dell'approssimarsi delle scadenze elettorali. A quest'ultimo proposito si potrebbe ipotizzare la definizione di un'apposita normativa transitoria. Nel primo comma dell'articolo 8 è stata inserita la previsione che circoscrive l'elettorato passivo per l'elezione della Circoscrizione Estero ai soli cittadini elettori residenti nella medesima circoscrizione. L'articolo 15 è stato riformulato prevedendo che lo svolgimento della campagna elettorale sia regolato da apposite intese con gli Stati nei cui territori risiedono gli elettori. I partiti, i gruppi politici e i candidati si atterranno alle stesse leggi vigenti nel territorio italiano oltre che a quanto previsto da queste intese. L'articolo 20, in attuazione delle prescrizioni costituzionali, fissa le modalità con le quali vengono individuati i seggi da attribuire alla circoscrizione Estero sottraendoli dalle circoscrizioni nazionali e questo - ha avvertito la relatrice - comporterà una modifica dei testi unici delle leggi per le elezioni delle due Camere.

Il successivo dibattito ha evidenziato alcune perplessità e diversità di opinioni su alcuni punti del testo unificato. Lo stesso presidente Villone ha espresso dubbi sulla sussistenza dei "tempi tecnici" per la definizione delle intese previste per lo svolgimento della campagna elettorale. Il sen. Rotelli ha osservato che la limitazione ai soli cittadini residenti nella Circoscrizione Estero dell'elettorato passivo potrebbe creare una condizione di disparità di trattamento rispetto agli elettori residenti sul territorio nazionale, i quali potrebbero essere candidati solo nelle circoscrizioni nazionali, ed ha manifestato perplessità circa la ripartizione della Circoscrizione Estero in grandi aree geografiche, ripartizione cui si è detta contraria la senatrice Pasquali. Il sen. Pinggera ha proposto che il voto per corrispondenza venga esteso ai cittadini all'estero temporaneamente dimoranti all'estero mentre il sen. Besostri, a proposito dell'elettorato passivo, ha proposto che per evitare la disparità di trattamento per l'accesso alle cariche elettive (disparità vietata dall'articolo 51 della Costituzione) si potrebbe limitare a prescrivere che le firme necessarie per la presentazione delle candidature per l'elezione dei rappresentanti della Circoscrizione Estero debbano essere di cittadini italiani residenti nei territori ricompresi nella ripartizione della circoscrizione Estero di riferimento. Il senatore Andreolli, nell'apprezzare lo sforzo compiuto dalla relatrice, ha però chiesto se vi siano i tempi sufficienti per dare concreta attuazione alla disciplina in esame sin dalla prossima consultazione politica. Il sen. Manzella ha osservato che la ripartizione in grandi aree geografiche potrebbe essere intesa come un sostanziale aggiramento di quanto previsto dall'articolo 48 della Costituzione che parla di una unica Circoscrizione Estero, mentre la limitazione dell'elettorato passivo potrebbe incorrere in censure di legittimità ai sensi degli articoli 51 e 48 della Costituzione.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Cananzi, intervenuto nel dibattito, ha osservato che la previsione della possibilità per i cittadini italiani temporaneamente dimoranti all'estero di votare per corrispondenza potrebbe creare nelle prossime consultazioni problemi applicativi rilevanti. Quanto alle modalità di ripartizione della Circoscrizione Estero, ha assicurato la piena disponibilità del Governo a fornire i dati e i criteri per provvedere ad una sollecita definizione della medesima. Circa la questione dell'elettorato passivo la detto di condividere le valutazioni espresse dalla relatrice e dal presidente Villone, in quanto lo spirito della revisione dell'articolo 48 della Costituzione è quello di consentire un'autonoma e distinta rappresentanza ai cittadini italiani residenti all'estero.

E' stato fissato infine per le ore 15 di martedì 23 gennaio il termine per la presentazione degli emendamenti al nuovo testo unificato. (Inform)


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