* INFORM *

INFORM - N. 12 - 16 gennaio 2001

Voto all'estero sul filo di lana: senza chance nella legge elettorale. Cosa si aspetta a cambiare binario?

FRIGURGO/BR. - L'opportunità di varare la legge d'attuazione del voto all'estero è agli ultimi giorni: dopodiché vi sarà il gran salto nel buio della prossima legislatura. Chi dei risultati della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo si faceva garante, dovrebbe preoccuparsi per l'intervallo, veramente misero, ancora disponibile, ed attivarsi in modo che si possa senza ulteriori indugi rendere operativa una legge, il rigetto della quale costituirebbe l'ennesima beffa ai danni dei connazionali all'estero; e non ci pare accettabile il fatto che essi debbano essere ancora una volta mortificati nelle loro aspettative, specie dopo le prove, molto positive, fornite dai loro delegati in occasione delle preconferenze di base, nazionali, continentali e confermate nella stessa Conferenza del dicembre scorso, vagliate le coerenti attese, da più parti riposte nei risultati dell'Assise. Si sono levate, a questo proposito, specie da parte dei membri del CGIE, ma non solo, e dai media italiani all'estero, persistenti voci d'allarmato monito nei confronti dei politici responsabili, ammonendoli della necessità di agire nel poco tempo utile. Non vi sono state, finora, risposte ufficiali, il che non lascia nutrire molte speranze: senza l'approvazione della legge normale non è possibile esercitare il diritto di voto attivo e passivo dall'estero. Il tardo risultato delle riforme costituzionali rimane appeso in aria.

Resta che la legge, di cui si discorre, è ancorata al gran progetto di riforma elettorale, apertamente osteggiato dalle opposizioni, che propongono di farne stralcio e discuterla separatamente, e da questo orecchio la maggioranza non ci sente. Siamo sul filo di lana e l'iter procedurale è molto problematico. Apprendiamo, con viva preoccupazione e senso d'angoscia, che il Senato ha respinto la proposta stralcio.

Siamo alle solite. Dovremmo essere ormai abituati al fatto che i politici nostrani sono molto restii a mantenere le promesse fatte, a rispettare gli impegni assunti, e tuttavia restiamo inguaribilmente speranzosi e gli ingenui di sempre, mentre ci domandiamo: "È proprio tutto perduto?" C'è da augurarsi che sul filo di lana la legge possa essere approvata: ne va di mezzo la serietà e l'attendibilità delle forze politiche, presenti in Parlamento, che più volte si sono favorevolmente pronunciate non solo sull'opportunità di compiutamente rendere operanti, attraverso la relativa legge ordinaria, le riforme apportate alla Costituzione in materia di voto all'estero; ma si sono anche dichiarate, se del caso, disponibili a stralciare la legge, che ci riguarda, da quella di riforma elettorale, e di approvarla entro termini utili, ciò che, almeno per quanto riguarda il Senato, non è accaduto. Quante contraddizioni, quanti rinvii e scappatoie al momento della verità! Il tempo, intanto, scorre ineluttabile.

Siamo convinti che chi dovrà dare concreto seguito alle decisioni, adottate nel corso dei lavori della Conferenza di Roma, saprà anche trarre le conseguenti conclusioni nel deprecabile caso di rifiuto della legge d'attuazione del voto all'estero. (Vito d'Adamo, de.it.press/Inform)


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