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INFORM - N. 10 - 12 gennaio 2001

ICS: Impegni positivi e lacune della risoluzione al Senato sull'uranio impoverito

ROMA - L’ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà) esprime un giudizio positivo su alcuni impegni della risoluzione approvata al Senato in occasione del dibattito sulle conseguenze dell’uso delle armi ad uranio impoverito.

Finalmente si chiede nella risoluzione di predisporre un piano straordinario di informazione, monitoraggio e bonifica ambientale nell’intera ex Jugoslavia e si prevedono esami e controlli non solo per i soldati, ma anche gli operatori civili italiani e per "gruppi critici" di popolazione coinvolta nelle aree interessate.

Aspettiamo ora che questi impegni si traducano in fatti concreti con l’istituzione di un numero verde anche per i civili e di un’anagrafe dei volontari che si sono recati in quegli anni nelle zone di guerra per permettere alla realizzazione del piano di esami e di controlli.

Va ricordato anche che la citazione nelle premesse della risoluzione dell’esistenza di un fondo di 4 miliardi nell’ambito de DDL 6466 (legge sulla ricostruzione dei Balcani) per gli interventi di bonifica ambientale (che evidentemente dovrebbero servire alla realizzazione degli interventi previsti dalla risoluzione) è alquanto "sulla carta": tale legge non è stata ancora approvata nemmeno da una camera del parlamento.

A questi aspetti positivi della risoluzione si affiancano quelli lacunosi e negativi.

Tra tutti l'ICS indica il mancato chiaro impegno, da subito, per la messa al bando di queste armi (che nella risoluzione viene subordinata all’esito delle verifiche scientifiche) e l’assenza di una dichiarazione di indisponibilità dell’Italia a partecipare ad operazioni belliche in cui vi siano paesi che utilizzano questo tipo di armi. (Inform)


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