* INFORM *

INFORM - N. 10 - 12 gennaio 2001

Michele Moceri (CGIE) sulla formazione professionale

Punito il Venezuela, non è piaciuta la voglia di pulizia e trasparenza

CARACAS - Non è piaciuta al regime la voglia di trasparenza e pulizia che quest’anno i rappresentanti della comunità italiana volevano come criteri per l’assegnazione dei finanziamenti dei corsi di formazione professionale. L’esecutivo del Comites di Caracas ed i consiglieri del CGIE della circoscrizione, Michele Moceri e Vitaliano Vita, si sono riuniti in seduta permanente, durante una settimana, per esaminare nei minimi dettagli la validità dei progetti presentanti, il grado di preparazione dell’ente formatore, e la serietà della organizzazione locale preposta come appoggio per lo svolgimento dei corsi.

L’attento e scrupoloso esame ha portato all’espressione di pareri graduati per ogni singolo progetto, che hanno concorso a formare il giudizio finale formulato dal Consolato Generale, che per quanto ci è dato conoscere non si è discostato troppo da quello espresso dal Comites e dal CGIE. Durante l’esame dei vari progetti, oltre a quelli validi sotto tutti i punti di vista, si è incontrato di tutto: dal progetto vago ed insignificante, a quello assolutamente irrealizzabile; dall’ente formatore con solo scopo il desiderio di promuovere il proprio prodotto commerciale a quello creato con il preciso scopo di mettere in saccoccia i soldi dello Stato italiano; dall’organizzazione locale che non sapeva di essere stata contattata, a quella completamente inesistente.

L’esecutivo del Comites ed i consiglieri del CGIE della circoscrizione si sono sentiti soddisfatti per il lavoro compiuto tendente, per la prima volta nella storia, a dare un marchio di serietà ad una nobile iniziativa, come lo sono i corsi di formazione professionale. La soddisfazione si sentiva anche per la certezza di avere fatto il proprio dovere e quindi così evitare il ripetersi di situazioni incresciose come quelle che si sono verificate in modo particolare nel 1999. La vicenda ampiamente riportata e denunciata dalla Federazione dei Centri (FAIV) non si dovrà mai più verificare. Però, i volenterosi ed illusi membri del Comites e del CGIE avevano fatto i conti senza l’oste. Cioè non avevano capito che tagliando progetti inutili, enti formatori specialisti nell’accaparramento di contributi ed organizzazioni locali inesistenti, non avrebbero di certo fatto piacere ai signori del regime. Gli esclusi parlavano il linguaggio politichese del comando, con l’arroganza di chi sa come accaparrare fette di potere con benefici inclusi, e quindi, tagliati fuori dalla fetta Venezuela, hanno meditato, furibondi, tremenda vendetta.

La voglia di pulizia e trasparenza si è scontrata con il desiderio del favoreggiamento e quindi il Venezuela è stato punito. Niente finanziamenti per realizzare corsi di formazione professionale nel V enezuela. Si è voluta cancellare di un solo colpo la realtà di una grossissima comunità onesta e laboriosa, e che saprà di certo ricordare governo, ministri, deputati e senatori. Tutti signori, questi, che hanno contribuito alla esclusione del Paese dalla ripartizione dei fondi del Ministero del Lavoro.

Vergogna! Vergogna! Vergogna! Come è possibile giustificare siffatte assegnazioni quando si vede l’Argentina ed il Brasile beneficiati con oltre 4 miliardi di lire ciascuno, l’Uruguay con circa 4 miliardi di lire, Perù e Santo Domingo con un progetto ciascuno approvato ed il Venezuela lasciato fuori per avere osato dare parere negativo a chi positivo non lo meritava. Anche il Ghana, con 311 italiani censiti, ha avuto approvati i progetti di Telemedicina, e Gerusalemme, con una sparuta presenza italiana, non è stata da meno. E così anche la Città Santa ha avuto il suo contentino. Però il Venezuela no. Il Venezuela doveva essere punito per avere osato.

Ritornate in Venezuela, illustri senatori e deputati, ci sarà sempre qualcuno disposto a ricevervi, ed anche ad applaudirvi. Ci sara sempre qualche lecca-lecca che da voi nominato procacciatore o proconsole, si darà un gran da fare per l’osanna meritato. I rappresentanti veri e legittimi della comunità sono coscienti di avere fatto il loro dovere, ed a loro deve andare il plauso di tutta la collettività, a voi signori può restare solo la vergogna di avere avuto il coraggio (o la viltà) di avere fatto sì che un Paese come il Venezuela venisse lasciato fuori. Verrà il voto all’estero o non verrà, fra pochi mesi le urne daranno un nuovo responso popolare. L’augurio di vero cuore è che risultiate trombati e contenti. (Michele Moceri*-FuoriPaese/Inform)

* CGIE Venezuela, presidente del Comites di Caracas.

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