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INFORM - N. 9 - 11 gennaio 2001

Trentino e India più vicini grazie alla ricerca

Una proposta di Convenzione predisposta dalla Provincia autonoma è attualmente all'esame del Ministero degli Esteri italiano

TRENTO - Il subcontinente indiano, nonostante i suoi enormi squilibri sociali, rappresenta oggi anche una realtà emergente di assoluto rilievo nel panorama scientifico e tecnologico mondiale. Di ciò gli Stati Uniti e l'Inghilterra, ma anche, più recentemente, la Germania e la Francia, si sono accorti da tempo: ma anche l'Italia comincia ad avvertire l'importanza di gettare un ponte verso quella complessa realtà. E il Trentino, che con l'attuale legislatura ha fatto dell'internazionalizzazione della sua Università e del suo sistema della ricerca una delle scommesse più significative per il proprio futuro, è, su questo terreno, più avanti di altri territori.

Lo scorso dicembre c'è stata, su invito della Provincia autonoma, la visita della dottoressa Sadhana Relia, direttore del Dipartimento per la Scienza e tecnologia del Ministero per la ricerca scientifica e tecnologica indiano. E venerdì 12 gennaio parte alla volta della capitale New Delhi una delegazione trentina guidata dal vice rettore dell'Università Fausto Giunchiglia e da Gianluca Salvatori dell'Istituto trentino di cultura. Scopo della missione: definire in dettaglio le collaborazioni e gli scambi già prospettati alla dottoressa Relia, e oggetto di una proposta di Convenzione elaborata dai competenti uffici provinciali, attualmente all'esame del Ministero degli Esteri italiano.

Della delegazione trentina, che farà tappa anche a Bombay e a Bangalore, fanno parte anche i professori dell'università Giuseppina Orlandini, Giovanni Soncini, Alessandro Zorat, il responsabile della divisione di ricerca Microsistemi dell'ITC Mario Zen e Maria Luisa Saviori dell'Ufficio dottorati internazionali. In India la delegazione sarà ricevuta, oltre che dalle autorità del Ministero indiano per la scienza e la ricerca, anche dall'ambasciatore italiano Benedetto Amari e dall'addetto scientifico Leonardo Gastaldi.

L'India oggi è un paese che ha sviluppato competenze molto significative in campi come quello del software, tali da attirare considerevoli investimenti dall'estero. Grazie alle sue università, di ottimo livello, essa dispone oggi anche di scienziati, tecnici, e personale qualificato, prova ne è che i paesi europei - in primo luogo l'Inghilterra, l'ex-potenza coloniale, ma anche la Germania - hanno varato nei confronti dei laureati del subcontinente una politica delle "porte aperte". L'interesse dell'Università di Trento e degli istituiti di ricerca, al momento, si concentra soprattutto nei campi dell'informatica e della microelettronica, dove, anche grazie alle previsioni del Quinto programma quadro europeo per la ricerca, si pensa di poter sviluppare interscambi di ottimo livello (Marco Pontoni-Inform)


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