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INFORM - N. 9 - 11 gennaio 2001

Legge elettorale e voto degli italiani all'estero

Tremaglia: "Violata la politica dell'intesa per gli italiani all'estero"

ROMA - Al Senato è iniziata la discussione sulla legge generale elettorale che trova la netta contrapposizione del Polo. L'on. Mirko Tremaglia giudica "una operazione di pesante sapore ricattatorio", l'aver collegato e unito anche formalmente l’esame del provvedimento elettorale con la proposta di legge ordinaria sull’esercizio del diritto di voto agli italiani all’estero. "Avevamo già denunciato questo pericolo anche nei colloqui ai massimi vertici istituzionali - prosegue l'esponente di AN, presidente del Comitato parlamentare per gli italiani nel mondo e componente del comitato di presidenza del CGIE -. Ma la maggioranza di centrosinistra è giunta ugualmente a questa operazione, che io definisco innaturale e indecente. Il tentativo è semplice: con questo collegamento, se la legge generale elettorale viene bocciata, viene pure bocciata nello stesso tempo la legge ordinaria per gli italiani all’estero".

In Senato è stato richiesto lo stralcio della predetta legge ordinaria dalla legge elettorale; la maggioranza di centrosinistra ha bocciato questa richiesta. "Il fatto è gravissimo - denuncia Tremaglia -. Chiedo alla Presidenza del Consiglio generale degli italiani all’estero di occuparsene immediatamente, in modo da attirare l’attenzione delle massime autorità della Repubblica e del Parlamento su questa vicenda aberrante. E’ stata violata anche la politica dell’intesa per gli italiani all’estero".

Secondo Tremaglia "è una follia pensare che dopo le vittorie costituzionali e il riconoscimento totale dei diritti per gli italiani all’estero, si possa giungere all’inganno attraverso un espediente procedurale che renderebbe impossibile la partecipazione alle prossime elezioni politiche per i nostri connazionali all’estero". "Accanto alla protesta più dura per questo autentico scandalo internazionale", egli propone "ai benpensanti e alla relatrice della legge ordinaria" (la senatrice Franca D'Alessandro Prisco, ndr) di "riprendere la strada della volontà politica unitaria e dell’intesa; di esaminare nelle prossime ore, finalmente, la legge ordinaria che è costituita da un disegno di legge a parte e che giace dal 20 luglio 2000 alla Commissione Affari Costituzionali del Senato".

Ed ecco la conclusione di Tremaglia: "Al di là della legge generale elettorale che farà il suo corso, deve essere trattato immediatamente il disegno di legge sugli italiani all’estero in Commissione Affari Costituzionali. Questa sarà l’unica prova della buona fede e della buona volontà. Questo può e deve essere fatto a giorni. Altrimenti siamo costretti a denunciare in ogni parte del mondo coloro che hanno compiuto il misfatto, con un avvertimento molto preciso: se la manovra dovesse continuare, si determinerà un boomerang che riguarda direttamente le prossime elezioni politiche, contro chi ha commesso questo autentico scandalo e questa vergogna. Confidiamo ancora nel buonsenso di chi ha operato insieme a noi a tutela degli italiani all’estero. Faremo la verifica entro la prossima settimana". (Inform)


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