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INFORM - N. 8 - 10 gennaio 2001

Trasferimento contributi AVS, ancora un po’ d’ossigeno ?

ZURIGO - Il problema del trasferimento dei contributi svizzeri dall’AVS all’INPS, essendo ancora pendente, continua ad essere ovviamente di grande attualità per le nefaste conseguenze che il blocco dei trasferimenti, previsto dagli Accordi Bilaterali Svizzera-Unione Europea, avrà per migliaia di lavoratori italiani emigrati e frontalieri (ma pure per tantissimi ex emigrati ed ex frontalieri) in procinto di completare i requisiti per il pensionamento di anzianità italiana con il cumulo dei contributi AVS. Il grande interesse per l’argomento è testimoniato, d’altra parte, dalle numerose richieste di informazione che pervengono quotidianamente a patronati e sindacati.

Ebbene, la ormai nota richiesta di ottenere un periodo di transizione al blocco dei trasferimenti dei contributi AVS è tuttora pendente nonostante i ripetuti e, direi, ossessivi interventi e sollecitazioni che, ormai, da quasi due anni porta, avanti il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) nei confronti degli organismi ed istituzioni competenti con documenti elaborati dalla Commissione Sicurezza e Tutela Sociale e dalla Commissione Continentale Europa-Africa del Nord. Senza dimenticare i documenti elaborati dal Gruppo di Lavoro Assistenza Sociale in occasione della recente pre-conferenza europea di Berlino e nella stessa Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo di Roma. Oltre ad altri interventi come quelli dei Comites, del Consiglio Sindacale Interregionale (CSI) italo-svizzero e di singole associazioni o quello della petizione lanciata a Zurigo agli inizi dello scorso anno da un Comitato promotore che raccolse e consegnò al Ministro del Lavoro, Cesare Salvi, oltre 10'000 firme. Niente da fare. Per tutti c’è stata solo solidarietà e promesse di un interessamento ma, fino ad oggi, risultati zero!

Anche un’ipotesi di proposta di soluzione elaborata ultimamente nell’ambito dell’INPS e del Ministero del Lavoro (della quale si è avuto notizia solo attraverso la stampa ticinese e che adesso ci viene confermata dal Segretario Generale del CGIE chiamato ad intervenire all’ultimo momento per contribuire alla sua concretizzazione) è franata contro la Finanziaria. Una proposta secondo la quale l’INPS dopo l’entrata in vigore dei Bilaterali, per un periodo di tempo limitato, avrebbe dovuto prendersi a carico l’onere del pagamento della pensione di anzianità calcolata con il trasferimento virtuale dei contributi AVS solo fino alla nascita del diritto alla pensione di vecchiaia svizzera. Una soluzione (compromesso?) che risulterebbe essere più economica per l’INPS rispetto a quella del mantenimento dell’attuale normativa e quindi più accettabile per il Ministero del Tesoro. Un’iniziativa quest’ultima che, forse, se fosse stata coordinata fin dall’inizio con la Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE e non portata avanti in solitudine avrebbe potuto, magari, avere un esito migliore. Già in passato era stato lanciato un appello a coordinare con il CGIE ogni iniziativa utile alla ricerca di una soluzione positiva per il problema dello stop ai trasferimenti contributivi dall’AVS all’INPS ma l’appello, evidentemente, è stato vano!

Meno male che di fronte ad una soluzione che tarda ad arrivare da Roma è il fato che continua a portare un po’ di ossigeno agli aspiranti pensionandi italiani che fremono di rabbia per l’imminente blocco ai trasferimenti contributivi AVS. Infatti i Bilaterali secondo le intenzioni dei negoziatori dovevano entrare in vigore il 1.1.2001. Poi, a causa del ritardo della loro ratifica da parte dei singoli Parlamenti dei quindici Paesi dell’Unione Europea, sembrava che potessero invece entrare in vigore nella prossima primavera. Successivamente, sempre per il citato e prolungato ritardo, si è indicata come scadenza la metà del 2001. Adesso, dalla stampa elvetica, si apprende che il Ministro degli Esteri svizzero, il Consigliere Federale Joseph Deiss, considerata la calendarizzazione dei Bilaterali nei Parlamenti di alcuni Paesi dell’Unione Europea, "spera" che gli Stati dell’Unione Europea ratifichino i sette Accordi bilaterali entro la fine del 2001.

Da parte del sottoscritto e, ovviamente, degli aspiranti pensionandi emigrati italiani non ci si può esimere dal pensare che anche in questo caso, come recita un vecchio proverbio, "non tutti i mali vengono per nuocere" e quindi, a questo punto, possono riprendere a sperare nella possibilità di ottenere la pensione di anzianità italiana con il trasferimento dei contributi AVS anche molti lavoratori che ormai ritenevano di esserne esclusi. (Dino Nardi*-Inform)

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* Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE, Presidente ITAL-UIL Svizzera


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