* INFORM *

INFORM - N. 7 - 9 gennaio 2001

Il Comites di Mulhouse sulla chiusura del Consolato d'Italia

MULHOUSE - "Chiudere il Consolato di Mulhouse, a parte la molto relativa portata economica del provvedimento (dato che il personale sarà spostato altrove), significherebbe lasciare la nostra comunità - forte di 17 mila cittadini italiani - abbandonata a se stessa, priva di tutela e di servizi indispensabili e dovuti, provocherebbe enormi disagi agli utenti sapendo che non ci sarebbe nessun consolato a meno di 300 chilometri e comprometterebbe il rapporto con il Paese di origine".

E' quanto afferma il Comites della circoscrizione consolare dell'Alto Reno e Territorio di Belfort, in una nota a firma del presidente Aldo Banovaz, totalmente contrario alla decisione di chiudere entro tempi brevi il consolato. Una decisione - ribadisce citando dei passi dell'intervento del Sottosegretario agli Esteri Danieli alla recente conferenza dei Consoli italiani nel mondo - contraria al desiderio di "miglioramento dell'efficienza dei consolati", all' "ottimizzazione delle risorse esistenti, soprattutto attraverso lo snellimento delle procedure amministrative", all' "obiettivo di promozione e valorizzazione del sistema Italia e delle comunità all'estero nel quale i consoli sono coinvolti in prima persona".

Il Comites si oppone alla decisione e promuove una petizione contro la programmata chiusura del Consolato. I formulari per la raccolta delle firme sono disponibili a Mulhouse presso lo stesso Comites, il Patronato INCA e la Missione Cattolica Italiana. "Solo una massiccia partecipazione può rendere l'iniziativa credibile, far riflettere il Governo e farlo recedere da questo infelice progetto".

"Chiudere il Consolato - è detto nella nota -, in una regione dove l'Italia è divenuto il terzo partner commerciale, in una zona strategica che confina con la Germania e la Svizzera che implica la gestione di numerosi e importanti problemi di frontalierato, dove la comunità italiana ha dimostrato un alto senso civico con una delle più importanti partecipazioni d'Europa (e la più alta in Francia) alle ultime elezioni europee con quasi il 30 per cento di votanti, è ingiusto e non ha senso… Malgrado le affermazioni delle recenti Conferenze di Berlino e di Roma i problemi legati all'emigrazione permangono; e in attesa di una ipotetica cittadinanza europea i cittadini all'estero hanno bisogno di istituzioni italiane raggiungibili con distanze e tempi ragionevoli… A molti di noi la condizione di emigrati - finché avremo il passaporto italiano - non ce la toglierà nessuno. La nostra comunità non è una specie in pericolo o in estinzione: la su consistenza, anzi, è incrementata con circa 180 nuovi arrivi all'anno. 17 mila italiani della regione affermano con forza che il Consolato di Mulhouse non può e non deve essere chiuso!". (Inform)


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