* INFORM *

INFORM - N. 7 - 9 gennaio 2001

Da "Pagine", Venezuela

Conferenza mondiale: delusione ed imbarazzo

CARACAS - Il Presidente Ciampi ha fatto quel che ha potuto per farci sentire parte del Paese, esortando il Parlamento ad essere conseguente con le riforme costituzionali assunte a favore del voto all’estero. L’on. Tremaglia, anche se poco convinto, ci ha rincuorato scaricando minacce su possibili manovre per non farci votare alle prossime elezioni, mentre il sottosegretario Danieli, poi, ha tirato le conclusioni di "questa prima conferenza scic" degli italiani nel mondo, naturalmente (per lui) positive.

Nelle intenzioni la conferenza avrebbe dovuto rappresentare il raduno dei vip dell'emigrazione italiana, ossia di quella nuova Italia all’estero che non ha nulla da invidiare agli italiani in Patria, anzi che avrebbe una marcia in più, come dimostrano le molte affermazioni nel settore economico, scientifico e politico.

Infatti, oltre ai rappresentanti dei Comites e del Cgie, sono stati radunati a Roma oltre 200 "personalità" scelte tra gli italiani di origine che si sono particolarmente distinti tra i nostri connazionali, quasi a voler dimostrare che le nostre comunità all’estero sono affermate, consolidate e benestanti, anzi, che si vergognano di parlare di miseria, di bisogni e frustrazioni: di anziani abbandonati e di giovani in difficoltà, situazione questa, purtroppo, ben lontana da certe realtà: non smentisce l’indigenza dei connazionali in America Latina.

Dei problemi veri si è parlato poco o niente, si è seguito uno schema preordinato che rinviava qualsiasi possibile intervento alle richieste inserite nella finanziaria, poi approvate senza sostanziali risultati, lasciando dimostrato che gli italiani all’estero sono soltanto un utile pretesto demagogico.

A dir le cose come stavano ci ha pensato l’opposizione dapprima con il sen. Pianetta e poi con La Loggia, che, a proposito del voto all’estero, hanno sfidato i colleghi della maggioranza ed il Governo a promuovere iniziative idonee ad approvare subito la legge ordinaria per far votare gli italiani all’estero. "Cosi vedremo chi veramente è favorevole " ha detto minaccioso il sen. La Loggia, che, consapevole di aver scioccato la platea, ha aggiunto: "...sono stato autorizzato dal presidente Berlusconi ad assicurare che, ove non doveste votare in questa legislatura, la Casa delle libertà candiderà nelle proprie liste rappresentanti scelti tra gli italiani residenti all’estero".

Dopo questi interventi e la constatazione dell’assenza del Governo e delle istituzioni che avrebbero potuto garantire qualche risultato è parso evidente a tutti che la Conferenza era un test per misurare le reazioni che avremo per il mancato voto. Una prova generale per quando ci verranno a dire che purtroppo non si è fatto in tempo a far passare la legge, che certamente però si voterà all’estero nella prossima legislatura (tra cinque anni), ma di non disperare perché, in Italia, le legislature durano poco!

Con queste premesse e con questo stato d’animo ha preso il via la Conferenza, poi caratterizzata da discorsi condizionati, improntati alla genericità, all’ermetismo, densi di preoccupazione, di timore che qualcuno si lasciasse andare, che dicesse ciò che era stato stabilito che non si dovesse dire.

Non sono mancate denunzie da parte di oratori dell’opposizione per essere stati depennati, cosi come non sono mancate esclusioni dalle commissioni e dal comitato di redazione di personaggi dell’opposizione in grado di influenzare le conclusioni o il documento finale.

Atmosfera imbarazzante quella respirata durante questa Conferenza che non è riuscita a trattare i problemi più importanti ed attesi, come quello dei giovani che, dopo una sorprendente completa, colta e puntuale relazione non sono riusciti ad imporsi e ad andare oltre un simpatico e folcloristico saluto multilingue...

Maggior successo ha ottenuto il gruppo delle donne in eterna contestazione che, a gran voce, ha richiesto maggiori spazi ed attenzioni, secondo uno stereotipo ormai consolidato.

Insomma un’atmosfera di pressappochismo, lontana dalle attese e dalle speranze: imbarazzante , (come aveva previsto Venturini sul Corriere della Sera qualche settimana prima ) non soltanto per il sottosegretario Danieli, lasciato lì, solo, a dirimere una protesta che non c’è stata, ma anche per noi, per le spiegazioni che avremmo dovuto dare ritornando a casa a chi su questa conferenza aveva riposto molte speranze. Imbarazzante per chi dovrà parlare di una protesta che non si è fatta e che per dignità non si doveva fare, perché non si può continuare a chiedere, dopo quaranta anni di insistenze, qualcosa che viene promesso con la recondita intenzione di negarlo. (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)

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* CGIE Venezuela


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