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INFORM - N. 6 - 8 gennaio 2001

ICS - .Consorzio italiano di solidarietà: Uranio impoverito: nessun aiuto ai volontari?

ROMA - Recentemente sono state positivamente intraprese iniziative concrete per dare aiuto, informazione e sostegno ai militari italiani che hanno prestato servizio militare nelle aree della Bosnia e del Kosovo, interessate dalla vicenda dell’uranio impoverito.

Il Ministero della Difesa ha attivato presso lo Stato Maggiore dell'Esercito un numero verde al quale possono rivolgersi tutti quei militari che siano stati impegnati nelle missioni internazionali di pace all'estero e che desiderino ricevere informazione ed assistenza da un ufficiale medico sui rischi di contaminazione da uranio impoverito.

Sono state garantite gratuitamente anche l’assistenza ed esami medici ai militari.

Per i volontari civili e gli operatori umanitari invece, non è stato ancora previsto niente.

Sono più di 5.500 i volontari che tra il 1994 e il 1997 in Bosnia e dal 1999 in Kosovo sono stati impegnati per periodi variabili tra alcune settimane e molti mesi in attività umanitarie e di solidarietà. Tra molti di loro c’è giusta preoccupazione e richiesta di aiuto dalle istituzioni.

Il Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), i cui volontari sono da otto anni impegnati in tutta l'area balcanica, chiede alle istituzioni e al governo un incontro al fine di:

Ricordiamo sempre che ancora attende risposta la richiesta fondamentale di un piano straordinario di informazione, monitoraggio e di controlli sanitari per le popolazioni civili di Bosnia, Kosovo, Serbia, che saranno quelle a pagare il prezzo maggiore dell’uso di queste armi. (Inform)


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