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INFORM - N. 6 - 8 gennaio 2001

L'informazione italiana all'estero a "Italia chiama Italia"

ROMA - Si parla di informazione italiana all'estero nella puntata di "Italia chiama Italia" in onda su Rai International martedì 9 gennaio in Africa e Americhe e mercoledì in Australia.

Attraverso i consueti collegamenti con connazionali che vivono oltreconfine - e in questo caso si tratta di giornalisti -, dice Maryna Natoli coordinatrice della trasmissione, cercheremo di capire se e come è cambiata e se è stata capace di adeguarsi alle esigenze di un pubblico diverso dal passato, composto non più da emigrati pieni di nostalgia dell'Italia e alle prese con problemi di integrazione, ma da cittadini di un nuovo mondo, comunque legati alla terra di origine. A fornire, o meglio a sfornare, notizie a getto continuo oggi non ci pensano più soltanto le tante testate italiane sparse nel mondo: c'è Internet, uno strumento prezioso che annulla le distanze e che con un semplice clic apre la porta su notizie e fotografie dell'Italia e della città di origine e ci sono i grandi giornali italiani come Repubblica e il Corriere della Sera che sono sbarcati oltre confine.

E c'è da chiedersi se la scelta del cosiddetto giornale panino (allo stesso prezzo si vende, per esempio, Repubblica e il Corriere Canadese) può essere considerata l'unico modo per poter continuare a vendere i vecchi giornali dell'emigrazione o al contrario, è un modo sicuro per avvicinare i lettori ai quotidiani scritti in Italia. Rispetto all'inizio del 900, quando i giornali italiani avevano una funzione di ponte con l'Italia lontana e di raccordo all'interno delle singole comunità, la situazione è cambiata perché cambiata è l'emigrazione, più sofisticati sono gli strumenti dell'informazione e diverse, probabilmente, anche le esigenze dei lettori. (Inform)


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