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INFORM - N. 5 - 7 gennaio 2001

Il dopoconferenza. Le cose da fare

Vito D'Adamo: mobilitare le comunità italiane residenti nell'Unione Europea

FRIBURGO/BR. - Focalizzavamo nel primo scritto sul "Dopoconferenza" (vedi Inform n. 3, ndr). come precipuo impegno delle organizzazioni italiane all'estero, il vigilare sull'attuazione complessiva delle richieste e delle proposte, scaturite dalla Prima Conferenza degli italiani nel mondo, esercitando sorveglianza e praticando opportune pressioni sulle istituzioni preposte, affinché le attese non avessero a prolungarsi oltre il tempo strettamente necessario al compimento dell'iter procedurale. Il discorso era da ascriversi alla generalità dei casi. Ci riferiamo, ora, per quel che riguarda le comunità italiane, stanziate nelle Nazioni dell'Unione Europea, alla necessità di un loro diretto coinvolgimento, anche in vista di specifiche realizzazioni, cui tendere; a fasi intermedie, in pratica, che nel corso del quotidiano vivere assumono aspetti concreti.

Si è favorevoli, ad esempio, nell'attesa di un documento d'identità a carattere europeo, alla scadenza decennale dell'attuale passaporto; all'abolizione del permesso di soggiorno per i cittadini comunitari; ad una politica concordata tra le autorità italiane e tedesche a ché le "espulsioni facili" non abbiano più ad avvenire; alla possibilità per i giovani connazionali, residenti all'estero, di optare per il servizio civile, da eventualmente svolgere anche in Italia. Sono realizzazioni, queste, ancorate al pieno riconoscimento della cittadinanza europea e che impronteranno di sé la nostra esistenza.

Che nessuno sia più allo stesso tempo controllore e controllato. Inoltre, come il connazionale, residente in Germania, può far valere i propri diritti nei confronti dell'Amministrazione tedesca, deve poterlo fare anche nei confronti dell'Amministrazione italiana. Questo è importantissimo ed investe la sostanza di quello che vuol essere la svolta storica in fatto di Conferenze, messe in piedi non per le passerelle statali e per le lamentele di controparte, ma come risposta affidabile al mutamento in atto del rapporto tra due realtà parallele.

Si ritiene essenziale, ai fini dell'integrazione nelle società accoglienti, e dell'accesso alla vita civile, amministrativa e politica, la partecipazione alle elezioni comunali e provinciali nelle località di residenza dei cittadini, membri dell'Unione Europea, e si ravvisa in detta compartecipazione, che si desidererebbe sempre più ampia, un fondamentale passo verso la piena edificazione della costruzione dell'Europa. La rispondenza dei connazionali alla vita amministrativa comunale e provinciale delle loro località residenza, si chiede sia accompagnata da adeguata informazione da parte delle Istituzioni del luogo e dai media italiani, editi all'estero; questi ultimi da potenziare, non solo per la specifica occorrenza.

Quanto alla modalità di partecipazione dei connazionali all'estero alle elezioni politiche ed amministrative in Italia, si propende per il voto, espresso per corrispondenza con procedure semplificate e dirette. Altrettanto valga per la legge, che renderà operativo il voto degli italiani all'estero.

Per ciò che concerne il discorso sull'argomento "Pari Opportunità", ci si deve esprimere a favore di un effettivo raggiungimento d'eguaglianza nei diversi campi d'attività giovanili e femminili tra componenti delle varie etnie e quella d'accoglimento. Una valutazione particolare dev'essere condotta sulla problematica, relativa agli anziani, finora non sufficientemente presa in considerazione, probabilmente sottovalutata per la convinzione del loro definitivo rientro in Italia, mentre ci si trova a cospetto di una realtà ben diversa e, quindi, da affrontare e risolvere.

Si respinge ogni tentativo di discriminazione e di razzismo come un'incivile e, quindi, intollerabile e perniciosa incrinatura nei rapporti umani e sociali delle Genti.

Si sono levate e si levano da più parti voci a favore di un potenziamento della politica culturale italiana all'estero quale strumento primario per la valorizzazione dell'immagine della Nazione e, di conseguenza, dei connazionali, ivi residenti, anche o, forse, soprattutto - in vista di un allargamento delle relazioni socio-commerciali tra gli Stati d'accoglienza e l'Italia.

Contiamo, pertanto, su un risolutivo chiarimento delle istituzioni sulla politica culturale per le comunità italiane, stanziate all'estero, e su quella, interessante le Nazioni d'accoglimento, sollecitando l'aumento degli interventi in favore dei connazionali, residenti in Europa allo scopo di proteggere un inestimabile patrimonio, spesso sottovalutato, con il rischio di perderlo nell'arco di una o due generazioni. Tale discorso va esteso a tutta la diaspora, tenendo bene in conto, con l'invito a non soffermarsi alla considerazione di vaghe nostalgie o a generici richiami ancestrali o ad un'italianità problematica, che nelle Nazioni di più antica presenza italiana questo prezzo è stato purtroppo pagato. Ci si attende la progettazione di un programma a media e lunga data per quanto attiene alla diffusione, all'insegnamento ed al mantenimento della lingua italiana tra i connazionali, i loro figli e gli oriundi, nonché tra le società accoglienti ed, in particolare, tra i tedeschi, che rappresentano uno dei nostri più importanti partner e non solo in campo turistico. Non si può rinunciare a migliorare il percorso scolastico dei giovani, altrimenti rischiando di condannarli a futura manovalanza; come non si deve desistere dagli interventi, mirati alla qualificazione e riqualificazione professionale. Ci si augura un incremento dell'attività socio-culturale, estesa agli autoctoni, affinché si giunga a colmare quelle lacune, più volte lamentate e denunciate e tuttavia evidenti.

Si auspica la normalizzazione degli orari per i corsi di lingua e cultura italiana; la diffusione, ripetiamo, ed il rafforzamento dei corsi di qualificazione e di riqualificazione professionale; la promozione sportiva ed il mantenimento dei Giochi della Gioventù; l'insegnamento della lingua tedesca ai genitori, perché possano seguire ed aiutare i figli durante gli itinerari scolastici; la creazione di un supporto a favore degli scambi turistico-culturali tra alunni tedeschi, italiani e d'altre etnie.

L'assistenza è uno dei compiti istituzionali degli Uffici LAS dei Consolati e non può essere ad altri delegata. I fondi necessari a fronteggiare l'effettuazione di tali compiti, si ritengono assolutamente inadeguati, come pure sono scarsi quelli relativi alla promozione culturale. (Vito d'Adamo, de.it.press/Inform)


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