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INFORM - N. 4 - 4 gennaio 2001

Prima Conferenza: occasione mancata o pietra miliare?

FRANCOFORTE - Non avendo partecipato ho cercato di leggere tutto quello che è stato scritto sulla Prima Conferenza degli italiani nel mondo per rendermi conto su come sia andata e sui risultati raggiunti. A giudicare dai commenti, come in tutte le altre occasioni, e non c'è niente di cui meravigliarsi, qualcuno ha visto in questa conferenza una pietra miliare nella storia dell'emigrazione italiana, altri l'hanno giudicata un'occasione mancata.

Chi ascoltare dovendo giudicare per sentito dire? Quello che colpisce di più è la mancanza di un programma per i prossimi anni e una serie di punti da raggiungere. A parte il voto che porterà sì dei deputati e dei senatori che ci rappresenteranno alla Camera e al Senato, sarebbe bene che si incominci a fissare i punti da raggiungere, le mete e il programma con il quale arrivarci. Più che altro si incomincia ad intravedere la danza che ogni probabile candidato incomincia a fare per aggiustare l'andamento delle elezioni alla lunghezza della sua gamba.

Oggi con Internet e con i computer è molto facile stabilire l'importanza data in un testo ad una determinata cosa, che possa essere programma, accordo o relazione. Basta fare ricercare automaticamente la parola che interessa e vedere quante volte e in che occasione ricorre. Ci si accorge allora che quelle parole chiavi, in un testo decisivo come una legge, un documento finale di una conferenza come in questo caso, non si trovano. Sembra quasi che si abbia paura a usarle. Si rimane sempre nel vago, sia per quello che si vuole raggiungere che per le modalità da seguire. Si ha paura che un domani si possa rinfacciare di non essere riusciti a realizzare quanto prefisso (il milione di posti di lavoro è ormai l'antonomasia della promessa mancata), ma d'altro canto se non si sa dove si vuole andare, ci si può arrivare solo per caso, cosa che succede molto raramente.

Si è scritto tanto e forse per questo viene difficile andare a scovare quelle quattro parole che contano. (Giuseppe Tizza, Düsseldorf Pino.t@t-online.de -de.it.press/Inform)


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