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INFORM - N. 4 - 4 gennaio 2001

Svizzera - Nasce il Forum per l’integrazione

BERNA - La grave crisi che ha scosso nei primi mesi del 2000 la Commissione federale degli stranieri è sfociata nella creazione di un Forum per l’integrazione, un nuovo organismo che permetterà alle 196 comunità di immigrati in Svizzera una maggiore partecipazione politica. Una settantina di delegati dei gruppi immigrati più numerosi e meglio organizzati sul territorio nazionale (italiani, spagnoli, portoghesi, turchi, serbi, croati, macedoni e kosovari) hanno eletto un comitato direttivo di 18 membri, designando alla presidenza l’italiano Guglielmo Grossi. Il prossimo passo sarà quello di inserire nel Forum tutte le 196 comunità straniere presenti in Svizzera. Tra gli obiettivi del nuovo organismo vi è, innanzi tutto, la collaborazione con la Commissione federale degli stranieri, in modo da favorire la partecipazione degli immigrati alla vita politica svizzera. Il Forum punterà anche sul miglioramento del dialogo tra le diverse comunità straniere e tra queste e gli svizzeri, fungendo da collante tra le numerosissime organizzazioni degli immigrati, affinché queste siano rappresentate da un interlocutore riconosciuto a livello federale, che possa far sentire la loro voce presso le autorità. Il Forum appoggerà, inoltre, tutti i progetti volti all’integrazione degli stranieri. Il suo comitato direttivo sarà in futuro affiancato da un’assemblea generale di 147 membri.

Una nuova iniziativa popolare in materia di asilo politico

Dopo la bocciatura dell’iniziativa per limitare la quota degli immigrati al 18 %, l’UDC ritenta la strada del referendum in materia di politica degli stranieri. Il partito ha, infatti, presentato un’iniziativa popolare "contro gli abusi nel diritto d’asilo", il cui testo vuole ridurre il più possibile le vie d’accesso in Svizzera ai richiedenti l’asilo e limitare i contributi sociali versati a coloro che vengono accolti. La proposta prende di mira anche le compagnie aeree, con l’intenzione di punire quelle società che "chiudono un occhio" nel controllo dei visti. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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