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INFORM - N. 2 - 2 gennaio 2001

Sono 630.000 gli stranieri che potrebbero richiedere la cittadinanza svizzera, ma non lo fanno

BASILEA - L’Ufficio federale di statistica e il Forum svizzero per lo studio delle migrazioni hanno presentato un’ampia analisi statistica delle naturalizzazioni dal 1981 ad oggi. Delle 244.000 persone che in questo periodo di tempo hanno ottenuto la cittadinanza elvetica circa l’80 % proviene da paesi europei. I gruppi più rappresentati sono gli italiani (58.000), i tedeschi (27.000), i francesi (17.000) e gli ex-jugoslavi (16.000). La frequenza delle naturalizzazioni all’interno delle varie nazionalità è particolarmente eterogenea. Ciò non dipende tanto dal grado di integrazione, ma dal progetto migratorio dei vari gruppi di immigrati e da alcuni fattori esterni. Particolarmente bassi sono i tassi di naturalizzazione tra portoghesi e spagnoli, a motivo di una maggiore tendenza al rientro in patria e, per la Spagna, al divieto della doppia cittadinanza. Tassi particolarmente alti si registrano presso gli immigrati provenienti da paesi che conoscono condizioni politiche ed economiche precarie. I vietnamiti, giunti come profughi negli anni ’80, sono ormai quasi tutti naturalizzati.

Altri due dati appaiono particolarmente importanti. Negli ultimi vent’anni è calato l’interesse dei cittadini europei per il passaporto svizzero, in particolare tra coloro che non possono mantenere la doppia cittadinanza (tedeschi, austriaci e spagnoli), ma anche tra gli italiani e i francesi: l’appartenenza all’Unione Europea risulta essere più importante che non la cittadinanza svizzera. 630.000 stranieri avrebbero attualmente le carte in regola per richiedere il passaporto elvetico, ma non lo fanno. La quota delle naturalizzazioni in Svizzera è aumentata negli ultimi anni, ma rimane sempre molto bassa se confrontata a livello internazionale. Secondo l’Ufficio di statistica, causa di questa situazione non è solo l’intenzione dei migranti di rientrare in patria e il maggiore interesse per l’Unione Europea, ma anche la complessità e la lentezza delle procedure di naturalizzazione e i costi che è necessario sostenere per ottenerla. Tutto questo contribuisce a mantenere particolarmente elevata (19,6 %) la percentuale degli stranieri. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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