Corsi di formazione professionale
Le osservazioni di Antonio Macrì (CGIE): siamo stati castigati!
BUENOS AIRES - "Dopo vari giorni di meditazione" Antonio Macrì, vice segretario generale del CGIE per l'America Latina, interviene nuovamente, con una lettera al segretario generale Franco Narducci, sulla questione "corsi di formazione professionale nei Paesi non appartenenti all'Unione Europea".
Le dure polemiche dell’anno scorso e gli accordi posteriori tra il Ministero del Lavoro ed il MAE - scrive - ci facevano sperare meglio. Qualcosa si è fatto ma indubbiamente non tutti i mali sono guariti.
Il risultato più evidente ottenuto è stata la riduzione del 50% delle disponibilità: primo castigo.
Ho letto attentamente quanto scritto da Rodolfo Ricci (vedi Inform n. 234, ndr), coordinatore nazionale della FILEF. Non posso far altro che condividere, praticamente, il 100% delle sue osservazioni.
Alle stesse, dando anche risposta ad alcuni dei suoi quesiti posso aggiungere quanto segue:
Non entro a giudicare i progetti approvati in altre località del mondo - prosegue il vice segretario generale del CGIE per l'America Latina - che in genere saranno questa volta buoni, ma sarebbe proprio utile conoscere i criteri utilizzati perché qualcosa che non va c’è sicuramente.
Mi domando: qual è la presenza di italiani in Ghana e quanti di loro sono disoccupati? Ben due corsi approvati! O si tratta di Cooperazione e quindi i fondi da utilizzare dovrebbero essere altri?
Infine credo che le osservazioni di Ricci più queste mie vadano approfondite dal MAE Ti prego di farle avere con le eventuali altre che tu possa avere ai funzionari competenti dello stesso Ministero, conclude Macrì. (Inform)