* INFORM *

INFORM - N. 117 - 21 giugno 2000

Piero Puddu presidente dell'Istituto Santi, Luigi Bloise presidente onorario

Quattro domande di "Emigrazione notizie" al vice presidente Rino Giuliani

ROMA - L'Istituto Nazionale Fernando Santi ha tenuto nei giorni scorsi l'assemblea congressuale che ha eletto una nuova presidenza (Luigi Bloise, presidente onorario, Piero Puddu, presidente, Rino Giuliani, vice presidente) e ha tracciato le linee principali di un programma di lavoro anche in vista della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, oltre che agli impegni assunti nell'ambito della Consulta Nazionale dell'Emigrazione in accordo con le altre Associazioni dell'emigrazione.

Al fine di avere un quadro più completo di come l'Istituto Fernando Santi intenda muoversi nel complesso mondo dell'emigrazione "Emigrazione notizie" (editrice Filef) ha rivolto quattro domande a Rino Giuliani, vice presidente dell'Istituto.

L'Istituto Santi, dopo la recente assemblea congressuale e l'elezione della nuova presidenza, come intende muoversi sui temi urgenti posti anche dalla imminente Conferenza degli Italiani nel Mondo?

Nei giorni scorsi, alla naturale scadenza, l'Istituto Fernando Santi ha rinnovato i suoi organismi. Volontà di rinnovamento ed intensificazione delle iniziative sono le due indicazioni forti consegnate ai dirigenti eletti. Per una associazione che tra non molto avrà alle spalle trenta anni di attività sono importanti la sua storia e le sue radici esse costituiscono una insostituibile fonte d'ispirazione e di confronto coincidendo, come coincidono, con l'aspirazione alla giustizia sociale ed alle libertà, al raggiungimento di obiettivi di avanzamento dei lavoratori e di riforma delle istituzioni e della società.

E' tuttavia al presente e al futuro che guardiamo con la volontà di non rinunciare ad un protagonismo che è dovuto nei riguardi dei cittadini italiani all'estero non meno che per garantire, con una integrazione non demagogica, diritti e doveri di cittadinanza ai migranti presenti nel nostro paese.

Esistono tutte le condizioni per una risposta alta ai crescenti problemi che la globalizzazione delle organizzazioni economiche e finanziarie sovranazionali cala pesantemente sui governi nazionali, in specie in paesi dove gli italiani hanno molto dato e poco ricevuto anche dal proprio paese d'origine.

Come pensate di raggiungere il mondo dell'emigrazione costituito da realtà diversificate dove intervengono migliaia di associazioni di ispirazione la più varia?

L'Istituto Santi intende costruire una sua maggiore capacità d'ascolto dei bisogni reali rapportandosi direttamente alle diverse aree territoriali con le sue articolazioni organizzative, ricercando forme d'intervento comuni con altri soggetti con i quali ci siano obiettivi e finalità condivise. E' il caso della Filef, in specie, che opera su un terreno d'intervento che è stato ed è anche il nostro e cioè: i lavoratori meno tutelati e le loro famiglie.

Con questa associazione vi è un patto federativo e strumenti per operare insieme (la FIEI, Federazione Italiana Emigrati Immigrati). Tale intesa non riduce il ruolo di ognuna delle due associazioni che permangono attive con la loro autonoma attiva, statutaria, presenza ma esalta le occasioni di convergenza accrescendo la possibilità di meglio operare.

Rispetto alle altre associazioni ed alla CNE in specie, che di recente ha, anch'essa, rinnovato gli organismi, quali rapporti intendete avere?

Collaborazione nel rispetto reciproco e ricerca di soluzioni comuni. Azione comune verso le naturali controparti istituzionali. E' quello che abbiamo detto anche nelle recenti riunioni dell'Ufficio di Presidenza della CNE. Da sempre è convinzione diffusa che sia auspicabile e salutare una competizione d'idee piuttosto che una conservatrice consociazione di sigle.

La stessa prossima Conferenza mondiale degli italiani all'estero non può essere pensata soltanto come l'occasione, pur legittima, di far contare di più le associazioni mortificate nelle due occasioni passate dal prevalere di contesti ministeriali o burocratici.

C'è certamente bisogno di una capacità di proposta, che sicuramente si è in grado di attivare, e di confronti più puntuali con le istituzioni: tra queste una attenzione maggiore va rivolta alle regioni ed alle autonomie locali.

Molti sottolineano per le associazioni i rischi insiti nel voler divenire, rappresentativi di tutti e di tutto e quindi totalizzanti quando invece la realtà da combattere è una piuttosto diffusa autoreferenzialità ed una rappresentatività spesso da troppo tempo inverificata. Da parte vostra siete o meno consapevoli di tali rischi?

L'Istituto Santi ritiene di non rappresentare l'universo della emigrazione ma di avere una referenza fra coloro che vivono del loro lavoro e sono solidali con i meno garantiti. Ad essi in primo luogo l'associazione intende rivolgersi, ai giovani in specie perché è con essi che coincide il futuro, anche quello dell'associazione. Di certo non staremo fermi ma vogliamo privilegiare la costruzione di una rete associativa di quanti condividono le nostre proposte che saranno confrontate prima di essere assunte: formazione professionale piuttosto che rilancio di cultura e lingua o soggiorni di anziani e giovani insieme o le molte iniziative che le regioni più sensibili sostengono per i loro concittadini all'estero anche noi le sosterremo e le rivendicheremo.

Intendiamo privilegiare, utilizzando anche gli strumenti della comunicazione più rapida, un contesto di persone, uomini e donne che possano dire la loro su molte questioni che loro interessano direttamente e non vogliamo avere una rappresentanza generale che nessuno ci ha oggi affidato.

La celebrazione di Fernando Santi decisa dall'associazione e che sarà svolta con i dovuti preparativi e rilievo non sarà solo il ricordo di un dirigente prestigioso ed amato del movimento sindacale italiano, del vicesegretario nazionale della CGIL negli anni '60 ma anche l'occasione per riconnettere con il filo coerente dell'azione riformatrice la sua vicenda umana ed il suo impegno all'oggi, al presente della associazione che può portare e pota il suo nome ed il suo esempio negli anni del 2000. (Emigrazione notizie/Inform)


Vai a: