INFORM - N. 161 - 2 settembre 2010
EVENTI
A Pescasseroli “Settembre andiamo” alla
IX edizione
Al via il 4 settembre con Antonio Bini
che presenta il film “Uomini e lupi” di Giuseppe De Santis
L’AQUILA - Anche
quest’anno ritorna, dal 4 all’11 settembre, la IX edizione della manifestazione
di turismo sportivo “Settembre andiamo, è tempo di migrare”, organizzata dall’Unione
Sportiva Acli lungo le vie verdi della transumanza e, in particolare, del Regio
Tratturo che da Pescasseroli scende a Lucera, nel Tavoliere. L’itinerario, in
sette tappe, attraversa le province dell’Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento,
Avellino e Foggia, per un totale di 170 chilometri, che
i partecipanti percorreranno in bicicletta o a cavallo. Con questa iniziativa
si vuole far conoscere e valorizzare i beni ambientali, paesaggistici e archeologici
che l’antica civiltà della transumanza ha generato nei secoli, soprattutto in
Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. Una particolare attenzione sarà posta per
riscoprire la cultura e le tradizioni delle comunità incontrate durante il percorso.
L’iniziativa, quest’anno, è promossa all’insegna della solidarietà verso le
popolazioni aquilane colpite dal sisma del 6 aprile 2009 e del rilancio delle
attività di sport ecologico e di turismo responsabile nelle località ricadenti
nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che, a causa del terremoto, sono
state alquanto disertate dai turisti.
La manifestazione
s’inaugura sabato 4 settembre, alle 10, presso il Cinema “Rinascimento” di Scanno, alla presenza del sindaco di Pescasseroli,
Nunzio Finamore, dell’assessore al Turismo, Ernesto Paolo Alba, e del presidente
del Parco Nazionale d’Abruzzo, Giuseppe Rossi, con la proiezione del film “Uomini
e lupi”, di Giuseppe De Santis. Lo presenterà Antonio Bini, infaticabile operatore
culturale, che nel 2008 pubblicò per la rivista D’ABRUZZO (n. 81/2008) una ricerca
sul film, girato nel 1956 interamente in Abruzzo, tra Scanno e Pescasseroli.
Particolarmente attesa è la presenza dell’attore Euro Teodori, che nel film
recitò la parte del giovane Amerigo. “Si tratta di un ritorno a Pescasseroli dopo
oltre cinquant’anni; un ritorno che mi emoziona profondamente, essendo rimasto
sempre legato al film ed ai luoghi in cui fu girato”, ha dichiarato l’attore. Al termine della proiezione è prevista
una comunicazione sul percorso, per favorire il riconoscimento da parte dell’UNESCO
della civiltà della transumanza. Seguirà una visita ai luoghi in cui il film
fu girato. Nella mattinata e nel primo pomeriggio arriveranno da varie parte
d’Italia i cavalieri (una quarantina) che seguiranno l’itinerario sulle tracce
dell’antico tratturo.
La proiezione
del film, che viene opportunamente contestualizzata nella manifestazione, merita
qualche breve riflessione, considerato il lungo tempo trascorso da quando furono
fatte le riprese. In Abruzzo “Uomini e lupi” sembra essere stato dimenticato,
eppure gli esterni furono interamente girati nella regione, appunto tra Scanno
e Pescasseroli, e alcune scene anche a Roccaraso. Ma sopra tutto all’Abruzzo
si riferisce l’intera storia, incentrata sui “lupari”, ossia i cacciatori di
lupi oggi figure ormai scomparse, inseriti nello scenario del mondo pastorale
di allora, peraltro con un cast di grande spessore. L’Archivio di Rai
Uno ha definito il film “dramma
intenso e selvaggio ambientato tra le montagne abruzzesi e interpretato da un
gruppo di attori di rilievo, fra cui spiccano il giovane Yves Montand e l’affascinante
Silvana Mangano”. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita
nelle sale cinematografiche (2007), “Uomini
e lupi” è stato ricordato dallo storico Museo Nazionale della
Montagna di Torino - sorto alla fine dell’800, parallelamente al CAI - che ha
dedicato al film due settimane di programmazione, e dalla Fondazione DiversoInverso,
presso il teatro “Pagani” di Monterubbiano, nelle Marche. In precedenza è stato
proiettato in rassegne cinematografiche a Tolosa, La Rochelle e Boston. Il film
uscì anche in Francia, Germania, USA e Messico.
Infine, solo un accenno a molti altri registi che hanno scelto
l’Abruzzo per ambientare e girare i loro film. Per brevità, cito solo i più
noti e famosi: Ai piedi della montagna
di Peter Del Monte (2002), Amici miei
atto II di Mario Monicelli (1982), Autostop
rosso sangue di Pasquale Festa Campanile (1970), Lo chiamavano Trinità di E.B. Clucher (1970), Fontamara di Carlo Lizzani (1980), Francesco di Liliana Cavani (1989), Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini (1976), Il nome della rosa di Jean Jacqes Annaud
(1986), Il posto dell’anima di Riccardo Milani (2002),
Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio
Taviani (1990), Il viaggio della sposa
di Sergio Rubini (1997), King David
di Bruce Beresford (1985), L’Angelo e
il Cacciatore di Giancarlo Planta (2003), L’armata ritorna di Giancarlo Tovoli (1983), L’Orizzonte degli Eventi di Daniele Vicari (2004), Lady Hawke di Richard Donner (1985), La guerra degli Antò di Riccardo Milani (1999),
La strada di Federico Fellini (1954), Liberi di Gianluca Tavarelli (2003), Milarepa di Liliana Cavani (1974), Pane e Tulipani di Silvio Soldini (2003),
Parenti serpenti di Mario Monicelli
(1993), Serafino di Pietro Germi (1968),
Straziami, ma di baci saziami di Dino
Risi (1968), Una pura formalità di
Giuseppe Tornatore (1993), Via Paradiso
di Luciano Odorisio (1988), Yado di
Richard Fleischer (1985), Così è la vita
di Aldo, Giovanni e Giacomo (1998). Questa sintesi delle pellicole girate sul
territorio abruzzese vuole solo segnalare la forte prelazione dell’industria
cinematografica mondiale per l’Abruzzo, specie interno e montano, dove trova
paesaggi ed ambienti naturali e selvaggi, borghi e luoghi di grande suggestione,
che fanno della regione un ideale set dove girare il grande cinema. (Goffredo
Palmerini-Inform)