ITALIANI ALL’ESTERO
Il
18° raduno internazionale dei Trevisani nel Mondo
Nelle amene alture del Cansiglio che coniugano
i monti al cielo
TREVISO - Nelle amene alture del Cansiglio che coniugano i monti al cielo, per fondersi in una mondialità in festa, si è svolto il tradizionale raduno internazionale a gittata triveneta indetto dalla Trevisani nel Mondo. E’ la diciottesima volta che ciò avviene, ma è stata la prima volta per il vescovo Gianfranco Agostino Gardin, per Luca Zaia come governatore del Veneto ed anche per Giovanni Foresto di Pezzan di Istrana, ma per lui erano 56 anni che si trovava nella lontana Stenthorphe in Australia. Non era mai tornato prima d’ora e lo ha fatto con l’occasione della rimpatriata di Istrana , assieme con la moglie “australiana”
Da tutti e tre
si sono avute di
A loro si chiedevano muscoli quando sono partiti. Erano invece teste vere che sono diventati nuclei importanti nei paesi di accoglienza, pagine esemplari di storia vera e palpitante Un mare di volti e dietro ad ognuno una grande vicissitudine di umanità e di lavoro. Brulicare di folla e una miriade di vessilli e gonfaloni a garrire al vento di una giornata tersa e pittorica, con dentro fibrillazioni emotive a non finire. Il corteo, con una cinquantina di sindaci e tanto tanto popolo, preceduto dalla Banda Canoviana con majorettes, si è portato presso l’altare da campo, dove il vescovo di Treviso ha presieduto alla messa, concelebrata dal segretario del presule don Paolo, da mons. Canuto Toso e mons. Noè Tamai rispettivamente fondatore storico e consulente provinciale dell’Atm e da mons. Emilio Silvestrini della sezione Atm di Roma, canonico della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Ha introdotto una allocuzione esplicativa all’evento di Riccardo Masini, direttore generale dell’Atm. Nella sua omelia il vescovo mons. Gardin ha salutato “questo sconfinato popolo che ha dovuto cercare altrove una condizione migliore”, indicando nella famiglia e nel lavoro gli indotti civili, morali e cristiani della convivenza. Su questa sua citazione di forte richiamo: “Il Signore non ci ha insegnato a pregare dacci oggi il mio pane quotidiano, ma dacci oggi il nostro pane quotidiano, e ciò sia non solo in terra di emigrazione ma anche da noi, affinché il pane sia di tutti e non di alcuni soltanto”. A sua volta il governatore Zaia ha citato orgogliosamente le origini emigratorie della sua famiglia, accostando i concetti che “i trevisani e veneti emigranti si sono fatti conoscere per civiltà, storia, e per tradizione” e che “costituiscono il nostro più sincero orgoglio”, prospettando che il Cansiglio potrebbe essere luogo ideale per l’insediamento di un mausoleo dell’emigrazione veneta. Infine si è allineato al vescovo auspicando le linee delle solidarietà, ma secondo i canoni del rigore e delle regole civili. A margine, entrambi sono stati molto contesi anche per la loro giovialità di rapporto.
La celebrazione
è stata accompagnata dal complesso corale Musica Insieme di Castelfranco magistralmente
diretta dal maestro Renzo Simonetto con il solista Renzo Rostirolla che si è
esibito anche in un apprezzatissimo intrattenimento pomeridiano di alto livello,
sollevando grande coinvolgimento ed entusiasmo. Un sentito saluto di circostanza
è stato rivolto anche dal pluridecennale presidente dell’Associazione