ESTERI
Missione in Africa del Sottosegretario Alfredo Mantica
Una serie di incontri a Nairobi. “L’Italia è
il paese europeo maggiormente coinvolto negli sforzi di ricostruzione e pacificazione
della Somalia”
ROMA - Il sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica ha dedicato parte della sua missione in Africa ad
incontri con i rappresentanti della comunità internazionale che seguono da Nairobi
gli sviluppi della situazione di sicurezza del Corno d’Africa. Il sottosegretario
ha incontrato il rappresentate dell’Unione Europea per
Il senatore Mantica
ha constatato la crescente preoccupazione della comunità internazionale e dell’esecutivo
keniota per il deterioramento della situazione di sicurezza somala e per il
concreto rischio di esportazione del conflitto all’interno degli Stati confinanti,
come dimostrato dal recente attentato di Kampala. Ha quindi ribadito ai propri
interlocutori il mantenimento degli attuali impegni dell’Italia per la ricostruzione
dello Stato somalo e ha confermato che il governo ha chiesto all’Unione europea
di inserire la questione somala nell’agenda del Consiglio europeo che si terrà
il 16 Settembre prossimo a Bruxelles. “La comunità internazionale sta riorganizzando
il proprio impegno in Somalia dopo i gravi attentati di Kampala e Mogadiscio.
Una svolta nell’impegno internazionale potrà essere rappresentata dalla riunione
di Madrid Gruppo di Contatto del 27 e 28 settembre prossimi, ma è necessario
che l’Unione europea assuma sulla Somalia una linea d’azione politica
“L’impegno dell’Italia prosegue ininterrotto – ha continuato Mantica - con il sostegno finanziario alle istituzioni somale, alle forze di sicurezza e a Radio Mogadiscio e con nuove iniziative di cooperazione per un totale di 5,2 milioni di euro. L’Italia ritiene che è necessario affiancare ad AMISOM un numero sempre maggiore di forze di sicurezza somale e per questo il nostro governo ha messo a disposizione dell’Unione Africana e del governo di transizione somalo le competenze dei nostri Carabinieri in materia di addestramento nel settore della polizia militare e dell’antiterrosimo, e della nostra Guardia costiera per il pattugliamento delle acque del paese in funzione antipirateria. Tra ufficiali, sottufficiali e truppe saranno circa1000 le unità di sicurezza somale che si formeranno con il nostro sostegno una volta che l’Unione Africana avrà terminato il processo di selezione”.
Il sottosegretario
ha infine discusso con i propri interlocutori la situazione interna di sicurezza
e le strategie di contrasto alle forze degli Shabab. A tale proposito Mantica
ha di
Secondo Mantica
“e ora necessario affiancare all’azione militare un chiaro disegno politico,
che deve necessariamente prevedere una strategia che faccia esplodere le contraddizioni
interne degli Shabab, tenendo conto che non tutti i clan perseguono l’agenda
del jihadismo internazionale ma molti di essi hanno un’agenda somala. Occorre
ora più che mai utilizzare un approccio meno ideologico e maggiormente basato
sul substrato clanico della società somala”. Su questo approccio strategico
il sottosegretario ha registrato un positivo apprezzamento anche da parte dell’ambasciatore
americano in Kenia e del suo staff. (