STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Da “America Oggi, 1 settembre 2010
Eataly. Apre il megastore del gusto italiano.
Bloomberg taglia il nastro inaugurale
NEW YORK - "Cuciniamo ciò che vendiamo e vendiamo
ciò che cuciniamo". Eataly New York oggi
è ai blocchi di partenza. Il sindaco Michael Bloomberg, presenta il gotha
dell'imprenditoria enogastronomica italiana, ha tagliato un nastro simbolicamente
realizzato in pasta per inaugurare lo sterminato megastore del gusto ‘tricolore
ideato dall'industriale piemontese Oscar Farinetti
nel cuore della Grande Mela.
Seimila metri quadrati di pizze e paste cucinate alla
perfezione, carni trattate come se fossero sushi, ostriche e verdure fritte,
una birreria di
Non è da oggi che Manhattan adora mangiare italiano:
negli anni '80 e '90 San Domenico di Tony May, i vari Cipriani
e Le Cirque di Sirio Maccioni
hanno portato i newyorchesi ad apprezzare piatti oltre gli ‘spaghetti and meatballs' delle mense degli emigranti del Novecento. Oggi
però il palato raffinato della capitale del melting
pot globale ha bisogno di qualcosa che offra una marcia in
più.
Ed ecco dunque l'iniziativa da 25 milioni di dollari
che Farinetti, sulla scia di esperienze analoghe a
Torino e in Giappone, ha lanciato oggi accompagnato dal fondatore di Slow Food Carlo Pedrini, cinque sindaci
del Piemonte (Torino, Alba, Barolo, Bra e Novello), il presidente della Liguria
Claudio Burlando e il presidente della Commissione Ambiente del Senato Antonio
D'Alì. Il taglio del nastro simbolico di pasta nei colori delle bandiere italiana
e americana è stato benedetto dall'arcivescovo di New York Timothy Dolan
e innaffiato da magnum di Asti Spumante e Ferrari Brut.
L'idea di Eataly è quella di
un department store di lusso
che illustra e vende le eccellenze italiane e locali in fatto di cucina con
orari di apertura dalle sei di mattina per il caffè (il primo Lavazza Café nel mondo) alle due di notte per la birreria sul tetto.
Tutti i prodotti freschi sono locali, scelti all'insegna del meglio: come
la carne di razza piemontese portata dal veterinario della Grande Carne
Sergio Capaldo nel Montana con l'inseminazione
artificiale, o la mozzarella prodotta ogni giorno con latti locali davanti ai clienti.
I dipendenti sono 400 di cui 300 assunti in loco, molti
da aziende di Wall Street in crisi e però pronti
a cambiare lavoro, come ha spiegato Adam Saper, chief
financial officer e general manager di Eataly. "Creare posti di lavoro a New York é senz'altro
un modo molto efficace per promuovere il sistema Italia negli USA",
ha di
Completano il panorama del sistema Italia un bancomat
Unicredit, il ‘corner' Rizzoli per libri di cucina, lo stand per il design Alessi
e Bialetti ed un angolo per la lettura dei giornali, anzi del giornale ‘