INFORM - N.160 - 1 settembre 2010


FORMAZIONE

Corso su “Migrazioni e sviluppo” all’ISPI l’8 e 9 settembre

Nuove strategie per associare efficacemente fenomeno migratorio e politiche di cooperazione internazionale

 

MILANO - Si svolgerà nei giorni 8 e 9 settembre presso la sede dell’Istituto di studi per la politica internazionale (ISPI) - Milano, Via Clerici 5 - un corso di formazione su “Migrazioni e sviluppo”.

L'abbinamento fra migrazione e sviluppo non è certamente nuovo. Il fenomeno migratorio è antico e complesso: la voglia di sopravvivere o di migliorare le proprie condizioni di vita ha sempre rappresentato la molla che spinge l'uomo a cercare altrove nuove opportunità. La novità di quest'ultimo mezzo secolo è data sia dalla maggiore evidenza della disparità di vita nelle varie parti del mondo che da una più agevole mobilità internazionale.

Ci sono ben oltre 200 milioni di migranti internazionali nel mondo, pari al 3% della popolazione mondiale: se riunissimo idealmente tutti i migranti in uno stesso paese, questo sarebbe il quinto paese più popolato del pianeta. Contestualmente, il flusso globale delle rimesse è più che raddoppiato nell'arco di soli 5 anni e ha sfiorato i 444 miliardi di euro nel 2008. Il flusso delle rimesse dei migranti nei loro paesi di origine è circa 4 volte la somma destinata dalla cooperazione internazionale e questo fa capire l'entità del fenomeno in termini finanziari e di impatto sullo sviluppo.

La cooperazione internazionale si interroga da almeno 20 anni sul nesso fra sviluppo e migrazione: dapprima si pensava che gli aiuti allo sviluppo dei paesi di origine avessero l'effetto di ridurre i flussi migratori. Lo slogan allora era "più cooperazione allo sviluppo per meno migrazione". Negli ultimi decenni si stanno sperimentando nuove strategie e paradigmi per associare efficacemente fenomeno migratorio e politiche di cooperazione internazionale. L'emigrato viene valorizzato come vettore di sviluppo sia nelle comunità di origine che in quelle di arrivo, in un certo senso capovolgendo la logica precedente ed evidenziando "più migrazione per meno cooperazione allo sviluppo". Approccio questo più realistico e consono ad una consapevolezza dell'interdipendenza planetaria e secondo il quale favorire la libertà di movimento e la possibilità di usufruire delle opportunità al di fuori dalle comunità di origine sembra più appropriato e gli stessi migranti svolgono una funzione transnazionale di veri e propri agenti di sviluppo.

Il corso “Migrazione e sviluppo” vuole fornire una panoramica di base completa su questo tema. Al corso partecipano le organizzazioni e i docenti che su questa tematica sono oggi impegnati in prima linea e hanno acquisito un'esperienza e una competenza specifica quali la Missione in Italia dell'Organizzazione Internazionale per le migrazioni, agenzia intergovernativa che da quasi 60 anni presta servizi agli Stati e assistenza ai migranti, ed il Laboratorio Migrazione e Sviluppo che raduna alcuni attori italiani impegnati su questa tematica (Acli, Arci, Arcs, Cespi, Etimos, Ipsia, Ucodep, Wwf).  Il corso è utile al conseguimento dei diplomi in "Sviluppo e cooperazione internazionale", "Emergenze e interventi umanitari" e "Microfinanza". (Per maggiori informazioni: tel. 02-86.33.13.275 segreteria.corsi@ispionline.it)  (Inform)

 


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